Il wealth management italiano cresce ma cambia profondamente, spinto dalla longevità, dal passaggio generazionale e da un nuovo modo di intendere la consulenza. All’Insurance day, l’evento sul mondo assicurativo organizzato da Class Editori, i principali operatori del settore hanno sottolineato come la gestione dei patrimoni stia evo
Fabio Cubelli (Fideuram) ha evidenziato la transizione «da un’offerta di prodotto a un servizio olistico», sottolineando la necessità di formare banker e clienti per affrontare il grande ricambio generazionale che, entro il 2033, porterà al trasferimento di circa 500 miliardi di euro di ricchezza.
Un cambiamento che richiede, secondo Alberto Martini (Banca Mediolanum), una nuova visione del risparmio: «È urgente rendere la ricchezza più produttiva nel lungo periodo e trovare una soluzione al rischio di sopravvivere al proprio denaro», ha affermato, richiamando il ruolo delle soluzioni assicurative come strumenti di stabilità e continuità.
Su questa linea si inserisce anche l’analisi di Matteo D’Ettorre (Azimut), che ha posto l’accento sull’importanza del dialogo consulenziale: «Solo un cliente su quattro discute davvero i propri obiettivi con il consulente». (riproduzione riservata)