Un’opera d’arte della celebre collezione Mao di Andy Warhol è pronta per la quotazione. E a investirci in occasione del collocamento potranno essere anche gli investitori italiani, professionali e istituzionali. La quotazione, la seconda di questo tipo, avverrà alla borsa specializzata Artex, uno stock exchange con sede in Liechtenstein creato nel 2023 con l’obiettivo di trasformare le opere d’arte in strumenti di investimento finanziari.
Il Mao di Warhol, valutato 39,5 milioni di euro, è la seconda quotazione su Artex, dopo il trittico di Francis Bacon «Three Studies for Portrait of George Dyer», offerta sul mercato nel 2024 per 55 milioni di dollari e oggi arrivata a valerne più di 58.
Tecnicamente gli investitori che parteciperanno al collocamento, per il quale Equita è placement agent esclusivo per l’Italia, compreranno azioni di classe B, rimborsabili, di una società veicolo (il cui nome è Art Share 004) che detiene un unico attivo: l’opera d’arte stessa. Il flottante sarà pari al 100%, con 400 mila azioni offerte al prezzo di 98,75 euro l’una.
Una volta completato il collocamento sul mercato primario le azioni saranno scambiate sul secondario, soggette (come in una borsa tradizionale) ai meccanismi di domanda e offerta. Si tratta di fatto di una cartolarizzazione dell’opera d’arte che, una volta quotata, sarà concessa in prestito gratuito ai musei, «al fine di adempiere al suo impegno sociale e aumentare la visibilità a beneficio del pubblico», si legge nei documenti relativi al collocamento.
Pensata in primo luogo per investitori istituzionali e professionali, la borsa è accessibile anche al retail con tagli minimi di 100 euro. «Dal 2024 lavoriamo insieme ad Artex Global Markets per sviluppare questo nuovo mercato», spiega Vincenzo Abbagnano, co-responsabile global markets di Equita. «Il nostro ruolo di placement agent in esclusiva per l’Italia ci permette di offrire agli investitori una forma ulteriore di diversificazione del portafoglio, grazie alla bassa correlazione tra investimenti in opere d’arte e strumenti finanziari tradizionali».
Dopo la quotazione del Mao di Warhol sono attesi sul mercato, nei prossimi mesi, altri collocamenti, che dovrebbero interessare anche opere iconiche di artisti come Kandinsky e Basquiat.
Oltre alla decorrelazione con gli asset tradizionali, l’investimento in arte ha offerto agli investitori, storicamente, anche buone performance in valore assoluto: dati alla mano dal 2000 al 2024 l’indice di riferimento Artprice 100 ha visto un tasso di crescita composito annuo (acronimo cagr) del 9,5%. (riproduzione riservata)