L’evoluzione continua degli algoritmi nel trading e nel risparmio gestito porta sempre più case di gestione tradizionali ad affacciarsi a questo mondo, esplorando soluzioni originali. Come la combinazioni di più algoritmi all’interno di unico fondo. Tra i pionieri di questo approccio c’è ad esempio Banor, che ha appena lanciato il primo fondo sistematico equity long short italiano che investe sull’azionario Usa. Lo racconta a MF-Milano Finanza Alvise Saccomani, head of capital markets del gruppo.
Domanda. Come funziona il comparto?
Risposta. Banor Centuri Systematic Us Equity Long Short è un fondo sistematico a ritorno assoluto con approccio long/short e target di volatilità fissato al 10%. È un prodotto innovativo, completamente automatizzato e market neutral, progettato per offrire una diversificazione all’interno dei nostri portafogli. Si basa su un modello proprietario costruito su tre strategie complementari: la principale è quella del sentiment degli analisti, che utilizza le stime sui titoli quotati del Dow Jones Industrial Average, l’indice più monitorato dagli esperti di mercato. La seconda strategia è quella multifattoriale sui fondamentali, che pesa i tre fattori di rischio, quality e value investing attraverso un modello di machine learning. La terza strategia utilizza un algoritmo genetico per individuare due basket di titoli, uno lungo ed uno corto, con determinate caratteristiche a livello di momentum e diversificazione. La combinazione delle tre strategie è guidata da analisi matematiche e algoritmiche avanzate, con l’obiettivo di eliminare le interferenze emotive e soggettive tipiche delle decisioni discrezionali.
D. Qual è il peso delle tre strategie in portafoglio?
R. Sono equipesate a livello di rischio, ovvero a ciascuna viene allocato lo stesso budget di volatilità. Questo è fondamentale per diversificare la performance e non rischiare che sia dominata da una sola strategia.
D. Come nasce l’idea?
R. Dalla condivisione di conoscenze tra il nostro team quantitativo di Innovation Business Analysis & Control, creato nel 2017 e guidato da Marcello Becchi, e un gruppo di giovani specializzati in Economia, Matematica e Fisica. Abbiamo scelto di sviluppare questo progetto, che ha preso forma inizialmente come certificato, facendo nostre una serie di best practice già consolidate sul mercato statunitense.
D. Qual è il potenziale valore aggiunto di questo genere di investimenti?
R. La mitigazione dell’emotività, che è sempre più una tendenza: il mercato tende a reagire alle news subito e poi a correggere. In questo senso un gestore umano può correre il rischio di farsi cogliere dall’emotività. I modelli algoritmici invece prezzano anche questo tipo di situazioni, rimanendo investiti se lo ritengono necessario e viceversa. Il nostro fondo, inoltre, essendo beta neutrale, punta a creare una copertura in caso di future turbolenze.
D. Quali i potenziali rischi?
R. Essendo la strategia neutrale, in fasi di mercato fortemente rialziste tende a sottoperformare. Ma ne siamo perfettamente consapevoli, infatti suggeriamo agli investitori di allocare solo una parte del portafoglio complessivo in strategie di questo tipo.
D. Non c’è il rischio che i computer soppiantino gli umani, con tutti i pericoli del caso?
R. In Banor l’intelligenza umana rimane sempre al centro. Anche se il processo di Banor Centuri è completamente automatizzato, l’intuizione del gestore ha pesato per oltre il 90%: l’AI non può in alcun modo sostituirsi all’essere umano per l’origination di questi modelli.
D. Avete altri progetti in cantiere a livello di strategie di trading algoritmico?
R. Abbiamo già in fase di incubazione altre due strategie, sulle quali stiamo provando a costruire un track record certificato internamente. L’intenzione è quella di proseguire con determinazione lungo questa direzione, accelerando lo sviluppo di progetti analoghi a quello di Banor Centuri, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la nostra gamma di soluzioni d’investimento. (riproduzione riservata)