Amundi, il maggior gestore patrimoniale in Europa, ha registrato una raccolta netta nel quarto trimestre 2025 superiore alle attese. L’utile 2025 si è attestato a 1,59 miliardi di euro, in aumento del 22% rispetto al 2024.
La società controllata da Crédit Agricole ha proposto un dividendo di 4,25 euro per azione per il 2025 e ha annunciato un programma di buyback da 500 milioni che partirà mercoledì e si svilupperà nell’arco di circa un anno. Il titolo Amundi ha aperto tonico, martedì 3 febbraio dopo i conti: +5,11% a 81,3 euro per 16,7 miliardi di capitalizzazione.
La ceo Valérie Baudson ha spiegato che i clienti stanno cercando di diversificare in Europa e lontano dal dollaro. Il gruppo, che ha sede a Parigi, ha spiegato che nel quarto trimestre gli investitori hanno conferito 20,9 miliardi di euro netti grazie alla forte domanda per i prodotti passivi. La raccolta netta ha superato le attese degli analisti per 16,1 miliardi di euro, secondo il consenso elaborato dalla stessa società.
Gli asset in gestione (Aum) di Amundi sono cresciuti del 6,2% su base annua al record di 2.380 miliardi di euro, sopra i 2.365 miliardi previsti dagli analisti. Record, sottolinea Amundi, anche per la raccolta netta per +88 miliardi di euro nel 2025, di cui +21 miliardi nel quarto trimestre. Afflussi positivi sia nella gestione passiva (+76 miliardi di euro) che in quella attiva (+13 miliardi di euro) grazie alle strategie sul reddito fisso (fixed income) e multi-asset.
Amundi è fra i maggiori attori nel mercato europeo degli Etf, dove compete con colossi Usa come Blackrock e State Street restando tuttavia più piccola rispetto ai concorrenti statunitensi. Blackrock, per esempio ha dichiarato che gli asset in gestione hanno raggiunto i 14.000 miliardi di dollari.
Amundi sta ora cercando di crescere nei mercati privati più frizzanti come il credito privato e le infrastrutture. In tal senso ha annunciato nel 2025 un investimento in ICG, gestore britannico di asset alternativi, nell’ambito di un piano 2025-2028 che punta a oltre 300 miliardi di euro di raccolta netta cumulata, di cui la metà attesa dall’Asia.
Nel corso della conference call, la ceo Valérie Baudson ha spiegato che l’incertezza geopolitica ha spinto gli investitori a diversificare i portafogli per stile, settore e area geografica. E ha osservato che il forte calo del dollaro ha influenzato le decisioni sugli asset americani, con i clienti che inizialmente si sono orientati verso l’oro per diversificare. «Abbiamo iniziato a vedere una serie di investimenti in Europa che erano autentici investimenti di diversificazione o pensati per ridurre la sensibilità al dollaro e agli asset statunitensi», ha spiegato la ceo.
Gli analisti restano intanto cauti sulla possibilità che Amundi mantenga l’accordo di distribuzione con Unicredit, in scadenza a luglio 2027. «La situazione non è cambiata: il contratto potrebbe essere rinnovato oppure no», ha detto Baudson, aggiungendo che a fine 2025 Amundi gestiva 86 miliardi di euro di asset nell’ambito dell’accordo di distribuzione con Unicredit, il 3,6% del totale. (riproduzione riservata)