Amundi ringrazia la potenza di fuoco dei suoi Etf, segmento in cui la casa di gestione francese è leader in Europa, e archivia il terzo trimestre con il record storico di masse in gestione: 2.317 miliardi di euro.
Merito anche della raccolta netta dei nove mesi tra gennaio e settembre, pari a 67 miliardi di cui 15 nel solo terzo trimestre. Ma se si guarda allo spaccato dei singoli prodotti, si nota come la componente degli Etf (e comparti indicizzati) sia nettamente preponderante rispetto ai fondi attivi: 55 miliardi contro 8,2.
La casa di gestione francese ha fatto proprio degli Etf una delle gambe strategiche della crescita. Tanto che le masse nel segmento del risparmio passivo sono cresciute nell’ultimo anno del 21%, fino a raggiungere quota 481 miliardi, a fronte di quelle dei fondi attivi in lieve calo (-0,2%) a 1.133 miliardi. Da inizio anno la raccolta di soli Etf ed Etc è stata pari a 28 miliardi.
Decisivo anche il contributo degli altri fattori strategici. La distribuzione tramite reti terze ha mostrato afflussi pari a 21 miliardi, principalmente in attività a medio-lungo termine, mentre l’area asiatica ha portato nei nove mesi 29 miliardi, di cui 19 tramite joint venture e 10 tramite distribuzione diretta.
Per quanto riguarda il mercato italiano, il secondo in Europa e l’unico insieme alla Francia a essere conteggiato come unità separata dal resto del continente, la raccolta procede con il freno a mano un po’ tirato: nel terzo trimestre Amundi ha registrato 3 miliardi di deflussi, comunque meglio dei 10 dello scorso anno, mentre nei nove mesi è in rosso di 6 miliardi (erano 14 nel 2024).
Stabili invece le masse, che si sono stabilizzate – complice l’effetto mercato favorevole – a quota 200 miliardi.
A fronte dei risultati di raccolta e quindi delle commissioni, l’utile ante imposte rettificato di Amundi è risultato pari a 445 milioni, in aumento del 4% rispetto allo scorso anno. A sostenere i conti, comunica la società in una nota, sono state la crescita dei ricavi (+5%) e il controllo dei costi. L’utile netto rettificato è risultato pari a 340 milioni.
Il 18 novembre, ha infine informato la società, verrà comunicato al mercato il nuovo piano strategico. (riproduzione riservata)