Amundi contribuirà allo sviluppo della Global Green Bond Initiative (Ggbi), un'iniziativa innovativa guidata dall'Europa pensata per mobilitare capitale privato istituzionale a favore di progetti climatici e ambientali nei paesi partner dell'Unione Europea, con un'attenzione particolare ai mercati emergenti e alle economie in via di sviluppo.
Nell'ambito di questa iniziativa, l'asset manager assumerà il ruolo di gestore del fondo Ggbi, lanciato il 24 aprile 2026 a Bruxelles. Questo veicolo di investimento pubblico-privato è concepito per mobilitare capitale privato su larga scala, con una dimensione target di 3 miliardi di euro. Farà leva su quasi 1 mld di euro di capitale proprio proveniente da banche multilaterali di sviluppo (Mdb) e istituzioni finanziarie di sviluppo (Dfi), con l'obiettivo di raccogliere fino a 2 mld di euro da investitori privati.
Il fondo agisce da investitore di riferimento nelle emissioni primarie di green bond, contribuendo così ad attrarre ulteriori investimenti privati per finanziare progetti climatici e ambientali. È inoltre sostenuto da una garanzia Efsd+ della Commissione Europea, che fornisce una protezione del credito al consorzio Ggbi.
“Mobilitare capitali è essenziale per consentire una maggiore partecipazione dei mercati emergenti alla transizione energetica. A tal fine, la blended finance rappresenta un’opportunità unica per impiegare capitali in grado di generare sia impatto sostenibile sia rendimenti finanziari. Siamo molto lieti di contribuire a questa iniziativa di rilievo e di essere il gestore del più grande fondo di blended finance mai lanciato finora. Questa iniziativa è pienamente in linea con le ambizioni strategiche di Amundi in materia di investimento responsabile. La collaborazione tra i diversi stakeholder è essenziale per progettare strutture efficaci e condividere competenze. Continueremo a valorizzare la nostra leadership globale e le nostre capacità distintive per promuovere l’innovazione in questi ambiti”, ha dichiarato Valérie Baudson, ceo di Amundi.