IntesaSanpaolo deciderà nel consiglio d'amministrazione convocato per domani se pagare o meno il dividendo. Il tema dei dividendi delle banche lo ha sollevata per prima l'associazione internazionale delle banche presieduta dal ceo di Unicredit, Mustier. Poi Unicredit ha detto che pagava. Poi il Meccanismo unificato della Bce ha pronunciato una sorta di diktat sul fatto che le banche non paghino il dividendo. E Unicredito si è adeguata: non pagherà. La perentoria indicazione è discutibile proprio nel momento in cui si auspica che giunga denaro ai cittadini che in larga parte, magari con titoli bancari in portafoglio attraverso fondi, hanno investito in banche solide. Per di più alcune banche, come Intesa, alimentano Fondazioni dedicate ad attività di charity. È evidente che ha senso sicuro il divieto solo per le banche che non sono particolarmente solide.
Il titolo Intesa ha aperto a -7 e perde in questo momento il 4,5%. Normalmente quando viene staccato il dividendo i titoli scendono in proporzione al valore della cedola staccata. Se Intesa decidesse di non pagare, non appare quindi razionale questa diminuzione di valore, dal momento che il patrimonio risulterebbe ulteriormente rafforzato. Ma nelle dinamiche di borsa ci sono anche altre logiche. (riproduzione riservata)