Le valute sono sempre in fermento, e alcuni cross evidenziano pattern molto bene impostati. I due fattori catalizzanti nell’area asiatica sono la debolezza dello yen giapponese e della rupia indiana, ai minimi contro diverse divise major, ma altri trend sono comunque interessanti. Nell’ambiente europeo, la sterlina inglese mantiene una discreta debolezza, che nelle ultime settimane sta però svanendo, mentre il dollaro statunitense continua ad essere un sorvegliato speciale, in ostaggio della Fed e dei tagli dei tassi di interesse attesi per i prossimi mesi.
Il cambio Usd-inr, ovvero il dollaro Usa contro la rupia indiana, sta realizzando in queste sedute nuovi massimi storici, che denotano un progressivo indebolimento della divisa asiatica; i minimi crescenti degli ultimi mesi aprono la strada a nuovi allunghi, con prima resistenza attorno a 90 rupie. Possibilità di estensione verso 91,5-92 rupie entro primavera. In modo simile, il cambio Eur-inr conferma una notevole tonicita della divisa comunitaria verso la valuta indiana: prima resistenza a ridosso di quota 105 rupie, oltre cui la debolezza della valuta emergente potrebbe ulteriormente inasprirsi via via che si realizzano nuovi massimi storici.
Lo yen giapponese è debole contro numerose valute di riferimento, sia major che secondarie.
DOLLARO-RUPIA

Ad esempio, il cambio Eur-jpy sembra propenso ad andare a testare i livelli del 190, attorno a 188 yen, e in modo simile il cambio usd-jpy potrebbe a breve tentare di testare i massimi dal 1990, attorno a 162 yen; oltre cui si genererebbe un ulteriore segnale di debolezza per la divisa asiatica. Interessante anche l’eventuale breakout al rialzo di quota 208 yen per il cambio Gbp-jpy, con margini di allungo verso 216 yen prima e 222 yen circa nel medio periodo. Prorompente anche la dinamica del franco svizzero e della corona danese contro la valuta nipponica, e il lieve rafforzamento in atto di quest’ultima potrebbe avere vita breve. Rimanendo nell’area asiatica, ben impostata anche la progressione del dollaro di Singapore contro lo yen; anche qui, possibile un nuovo tentativo di breakout delle recenti resistenze, i massimi di lungo periodo.
Il cambio Eur-nzd (euro contro dollaro neozelandese) si sta appoggiando ai supporti dinamici di medio periodo, ma la tendenza si conferma nettamente al rialzo, a favore dell’euro. Si può mettere in conto un possibile nuovo recupero verso 2,07 dollari, oltre cui il successivo livello target si sposta in prossimità di 2,12 dollari, i valori di fine 2009. In ottica più tattica, il peso messicano si sta rafforzando sia verso dollaro che nei confronti dell’euro.
Possibile discesa verso 20,9-21 peso rispetto all’euro, mentre sul dollaro potremmo assistere al cedimento del supporto a 18,2 peso, con spazi di discesa sino a 17,8-17,9 peso.
Guardando alle valute major, il cambio Eur-usd è in una evidente situazione di impasse, con i livelli imbrigliati in una ampia fascia di congestione.
Le scelte di politica monetaria dei prossimi mesi daranno un buon contributo in termini di tendenza di fondo, ma graficamente solo il breakout al rialzo di 1,19 dollari aprirebbe la strada a nuovi rafforzamenti di medio periodo. A sua volta, il cambio Eur-gbp è in cerca d stabilizzazione, anche se il trend primario rimane leggermente a sfavore dell’euro. Quota 0,875 è un buon livello di supporto, ma restano intatte le possibilità di indebolimento verso 0,895-0,90 nel medio periodo. (riproduzione riservata)