Ancora un avvio di seduta contrastato per Unicredit, che si mantiene a ridosso dei massimi senza fornire particolari spunti direzionali: il titolo deve metabolizzare lo strappo rialzista dell’ultimo mese, nel quale sono rimasti aperti anche alcuni gap, che rendono lo sviluppo dei prezzi più fragile soprattutto in ottica di breve. In questo senso, un’estensione della discesa verso 43 euro o anche 41,80-41,75 non avrebbe particolari controindicazioni e potrebbe rivelarsi addirittura salutare nel medio termine. Gli indicatori di tendenza sono sempre allineati in posizione long, così come l’Rsi staziona all’interno dell’area d’ipercomprato, mentre lo Stocastico conferma un parziale alleggerimento e segnala una progressiva perdita di momentum. Graficamente, solo una discesa sotto 40-39,80 euro potrà fornire un concreto segnale d’inversione al ribasso. (riproduzione riservata)