Mattinata di brusca correzione per Unicredit, che ieri aveva aggiornato i massimi di lungo periodo, terminando però poi le contrattazioni in lieve calo, aprendo le porte all’odierna battuta d’arresto: il quadro tecnico rimane comunque costruttivo e l’ampio margine di cui gode il titolo rispetto al primo supporto chiave in area 50,85-50,80 euro, consente di gestire al meglio questa nuova fase di consolidamento. Del resto, gli indicatori di tendenza sono sempre allineati in posizione long, così come gli oscillatori di forza relativa stazionano all’interno delle rispettive aree d’ipercomprato. Al ribasso, un concreto segnale d’inversione si avrebbe inoltre solo con il cedimento dell’area 47,35-47,15 euro, attualmente ben difesa anche dalla base a quota 49. (riproduzione riservata)