Prosegue la fase di consolidamento del Gold future (scadenza aprile 2026) attorno ai 5.100 dollari, con il derivato che nelle ultime sedute ha registrato anche una drastica riduzione della volatilità, che può favorire una stabilizzazione della dinamica di breve. Il quadro tecnico appare costruttivo, ma sarà proprio un deciso allungo oltre 5.100 a creare nuovi spazi di allungo verso il picco record di fine gennaio. Al momento l’analisi algoritmica non ha però ancora recepito un chiaro cambio di sentiment, con gli indicatori di tendenza che restano allineati in posizione short, mentre gli oscillatori di forza relativa gravitano a ridosso o all’interno delle rispettive aree d’ipercomprato. Graficamente, i supporti principali si collocano sempre a 4.900 prima, 4.670-4.650 dollari in seconda battuta e 4.450-4.420 in terza istanza: solo il cedimento di quest’ultimo livello fornirà un nuovo spunto ribassista. (riproduzione riservata)