Il quadro tecnico del Gold future (scadenza aprile 2025) sta ritrovando una buona capacità di spinta, che sta proiettando il metallo prezioso verso un imminente test della resistenza chiave a 2.965-2.970 dollari: la veloce correzione di fine febbraio sembra ormai alle spalle e la prospettiva di un prossimo approdo verso la soglia psicologica a quota 3.000 è tornata di stretta attualità. Anche l’analisi algoritmica conferma questa prospettiva, con il Parabolic Sar che si è girato in posizione long, l’Macd che sta risalendo verso la sua media mobile e gli oscillatori di forza relativa che si stanno rilanciando verso le rispettive aree d’ipercomprato. Al ribasso, il primo supporto da monitorare si colloca sempre a 2.880-2.875 dollari, anche se un concreto segnale d’inversione si avrebbe solo con il cedimento di 2.800 prima e 2.760-2.750 in seconda battuta. (riproduzione riservata)