Mattinata di ulteriore congestione per il Gold future (scadenza febbraio 2023), che si mantiene a ridosso della soglia chiave a 2.050 dollari, con una volatilità di breve talmente da ridotta da non ammettere alcuno spunto direzionale di rilievo. Nel complesso il quadro tecnico di fondo rimane costruttivo, ma nel breve la capacità di spinta appare decisamente ridotta. L’incertezza di questa fase è confermata anche dall’analisi algoritmica, con l’Macd che si sta appiattendo a ridosso della sua media mobile, gli oscillatori di forza relativa che stanno accelerando oltre le rispettive aree d’ipercomprato, mentre il Parabolic Sar rimane orientato in posizione short. Graficamente, i supporti principali sono sempre collocati a 2.010-2.000 dollari, 1.980-1.975 e 1.940 dollari, mentre al rialzo sarà necessario uno sprint oltre 2.075-2.080 per fornire un nuovo spunto positivo. (riproduzione riservata)