
È stata una settimana decisamente nervosa sul mercato azionario italiano con l’indice Fib Mib che, dopo essere sceso fin sotto i 42.900 punti, ha tentato un recupero ma è stato respinto dai 45.400 punti. L’analisi quantitativa conferma la presenza di un solido trend ribassista di breve termine, con i principali indicatori direzionali (Macd, Parabolic SaR e Vortex) che si sono trovano in posizione short. Soltanto il forte ipervenduto registrato dagli oscillatori più reattivi può impedire un ulteriore cedimento e favorire una fase riaccumulativa. Un eventuale recupero dovrà comunque affrontare una prima resistenza grafica in area 45.400-45.600 e una seconda barriera a ridosso dei 46.050 punti. Soltanto il ritorno sopra quest’ultimo livello potrebbe fornire un primo segnale di tenuta. Una nuova flessione può spingere invece i prezzi verso i successivi supporti grafici situati in area 43.450-43.300 prima e a quota 43.000-42.900 punti in un secondo momento. Una discesa sotto quest’ultimo livello fornirà poi un nuovo e pericoloso segnale ribassista di tipo direzionale.
Due azioni da monitorare. Tra i titoli più interessanti segnaliamo Eni e Leonardo. Il primo ha compiuto un veloce balzo in avanti ed è salito oltre i 22,30 euro. Il trend di breve termine rimane positivo, con i principali indicatori direzionali che si trovano in posizione long. Solo il forte ipercomprato di breve termine può impedire un ulteriore allungo (che avrà un primo target a ridosso dei 22,50 euro e un secondo obiettivo a quota 22,65) e innescare una fisiologica pausa di consolidamento. Anche la situazione tecnica di Leonardo rimane costruttiva. Il titolo ha infatti compiuto un nuovo balzo in avanti ed è salito oltre i 66,20 euro (facendo in questo modo registrare i nuovi massimi storici). L’analisi quantitativa registra un rafforzamento della pressione rialzista: dopo una breve pausa di assestamento è possibile pertanto un ulteriore allungo, con un primo target a quota 67 e un secondo obiettivo in area 68,30-68,50 euro. Difficile per adesso ipotizzare un’inversione ribassista di tendenza: da un punto di vista grafico, infatti, soltanto una discesa sotto i 58 euro potrebbe fornire un segnale negativo.
La discesa dell’euro/dollaro. Il cambio Euro/Dollaro (EUR/USD) ha subito una brusca flessione ed è sceso fino sotto 1,1435. La situazione tecnica rimane pertanto negativa, con i principali indicatori direzionali (Macd, Parabolic SaR e Vortex) che si trovano in posizione short. Solo il forte ipervenduto registrato dagli oscillatori più reattivi può impedire un ulteriore cedimento che può spingere le quotazioni a quota 1,1405-1,14 prima e in area 1,1375-1,1370 in un secondo momento. Un eventuale recupero dovrà invece affrontare un duro ostacolo in area 1,1650-1,1670. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà comunque necessaria un’adeguata fase riaccumulativa.
Il quadro tecnico del bitcoin. Bitcoin ($) ha compiuto un veloce recupero ed è risalito verso i 72.500 dollari. Nonostante questo rimbalzo la situazione tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: soltanto il breakout della resistenza posta a 74.000$, infatti, potrebbe fornire un segnale di forza e innescare un allungo di una certa consistenza (con un primo target a quota 76.500, un secondo obiettivo in area 78.500-78.800 e una terza proiezione teorica a ridosso degli 80.000$). Pericolosa invece una discesa sotto i 67.500 dollari anche se, da un punto di vista grafico, un nuovo segnale ribassista di tipo direzionale arriverà soltanto con il cedimento di quota 62.500 (poi confermato da una discesa sotto l’importante soglia psicologica dei 60.000$). (riproduzione riservata)