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La sessione conclusiva della prima settimana di luglio sembrava partita all’insegna del consolidamento del vistoso balzo registrato giovedì 4, ma il dato sulla disoccupazione Usa diffuso alle 14:30 ha fatto scattare i realizzi: alla chiusura italiana il Dax future, che nella prima ora di contrattazione testava a più riprese la resistenza a 8.035, segnava il minimo a contatto con il sostegno individuato a quota 7.800, mentre l’Eurostoxx50 future, che fino alle 10 faceva capolino oltre la soglia a 2.650 completando la chiusura del gap ribassista del 20 giugno iniziata nella vigilia, è atterrato sul livello a 2.590. Il quadro tecnico di breve si presenta dunque traballante: il contratto tedesco manifesta una situazione più critica, essendo stato ancora incapace di varcare l’importante resistenza tracciata sul picco di marzo (tra 8.035 e 8.075 punti) che gli aprirebbe la strada per richiudere il gap down del 20 giugno, allontanando tra l’altro l’idea che possa disegnare un ampio testa e spalle ribassista. Verso il basso è invece nuovamente in contatto con la trendline che sostiene la spinta partita il 23 settembre 2011, motivo per cui il cedimento del valido sostegno a quota 7.800 (statico e dinamico) aumenterebbe la tensione: nell’eventualità il primo obiettivo è individuabile sul minimo del 3 luglio a 7.730 punti, al di sotto del quale il Dax future passerebbe a quello del 24 giugno segnato a quota 7.660.