
Quella di venerdì 20 marzo è stata una giornata negativa sul mercato azionario italiano, con il Ftse Mib future (scadenza giugno 2026, che è diventato il future di riferimento e che quota circa 740 punti in meno rispetto all’indice Ftse Mib) ha infatti subito una brusca flessione ed è sceso fin sotto i 42.050 punti. La situazione tecnica di breve termine rimane pertanto precaria (i principali indicatori direzionali si trovano infatti in posizione short): solo il forte ipervenduto registrato dagli oscillatori più reattivi può impedire un ulteriore cedimento e favorire una fase laterale di consolidamento. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà comunque necessaria una fase riaccumulativa. Da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il ritorno sopra i 43.600 punti potrebbe fornire un segnale di tenuta. Una discesa sotto i 42.000 punti fornirà invece un nuovo e pericoloso segnale ribassista di tipo direzionale (con un primo target a quota 41.770-41.750 e un secondo obiettivo in area 41.540-41.500 punti). Strategia operativa intraday per lunedì 23 marzo (future giugno 2026). Short a quota 43.030 punti, con target in area 42.910-42.890 prima, a quota 42.720 poi e in area 42.500-42.480 in un secondo momento. Stop a quota 43.210. (riproduzione riservata)