Quella di giovedì 20 febbraio è stata una giornata nervosa sul mercato azionario italiano con l’indice Ftse Mib che è stato respinto da una zona di resistenza e ha accusato una veloce correzione intraday. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2025) si è infatti scontrato con la barriera posta in area 38.600-38.630 ed è sceso fino a quota 38.265 punti. La tendenza primaria rimane positiva (i principali indicatori direzionali si trovano ancora in posizione long) anche se, prima di poter tentare un nuovo allungo, sarà necessaria una fase riaccumulativa. Da un punto di vista grafico, infatti, solo il breakout dei 39.000 punti potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista di tipo direzionale e aprire ulteriori spazi di crescita. Un’eventuale correzione troverà invece un primo supporto in area 38.020-37.980 e un secondo sostegno a ridosso dei 37.650 punti. Pericolosa solo una discesa sotto quest’ultimo livello.
Mattinata contrastata sul mercato azionario italiano con l’indice Ftse Mib che consolida al di sopra dei 38.350 punti ma non riesce a rimbalzare con decisione. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2025) si è infatti scontrato con i 38.635 punti ed è sceso fino a quota 38.450. La tendenza primaria rimane positiva (i principali indicatori direzionali si trovano ancora in posizione long) anche se, prima di poter tentare un ulteriore allungo, è probabile una fase laterale di consolidamento. Da un punto di vista grafico, infatti, solo il breakout dei 39.000 punti potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista di tipo direzionale e aprire ulteriori spazi di crescita. Un’eventuale correzione troverà un primo supporto in area 38.020-37.980 e un secondo sostegno a ridosso dei 37.650 punti.
Quella di mercoledì 19 febbraio è stata una giornata nervosa sul mercato azionario italiano con l’indice Ftse Mib che, dopo essere salito sui massimi degli ultimi 18 anni, ha subito una rapida correzione intraday.
Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2025) si è spinto fino ad un picco di 38.985 punti prima di indebolirsi e scendere verso i 38.415 punti. La tendenza primaria rimane positiva (i principali indicatori direzionali si trovano ancora in posizione long) anche se, prima di poter tentare un ulteriore allungo, sarà necessaria una fase riaccumulativa. Da un punti di vista grafico infatti, solo il breakout dei 39.000 punti potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista di tipo direzionale.
Pericolosa invece una discesa sotto i 38.000 punti in quanto potrebbe innescare un’ulteriore flessione e spingere i prezzi in area 37.550-37.500 prima e verso i 37.150 punti in un secondo momento.
Strategia operativa intraday per giovedì 20 febbraio (future marzo 2025). Short su rimbalzo verso i 38.590 punti, con target a 38.500 prima, a quota 37.420 poi e in area 38.260-38.240 in un secondo momento. Stop a 38.680. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi