Un occhio di riguardo merita il comparto immobiliare, soprattutto emergente ed asiatico. In termini di performance degli ETF, i sottostanti che replicano gli investimenti indiretti nel real estate evidenziano segnali misti a seconda delle aree geografiche e delle tematiche a cui mirano. A livello asiatico la situazione appare la più favorevole, seguita dall’ambiente di investimento europeo e come fanalino di coda dagli Stati Uniti, che evidenziano performance deludenti.
La dispersione dei rendimenti è notevole e si evidenziano rendimenti di tutto rispetto, nel corso dell’intero 2025 e negli ultimi mesi, per i sottostanti che permettono di incamerare le performance asiatiche oppure focalizzate sulle aziende impegnate nella tecnologia, risultati mediocri per l’area europea, valori non ottimali per il mercato statunitense, tanto in euro che espresso nella divisa originaria (appena sopra la parità, in dollari, da inizio anno ad oggi).
In ottica macro, ci sono numerosi elementi concreti a sostegno della ripresa del settore immobiliare nel 2025, a partire dai tassi di interesse in costante compressione un po' ovunque, elemento che può favorire l’accesso al credito per chi intende acquistare casa. In Europa, inoltre, gli investimenti immobiliari commerciali in Europa stanno aumentando (+6% anno su anno), e in alcune tipologie (residenziale e living assets, gli ecosistemi abitativi e di lavoro) si registrano tassi di investimento in crescita.
Ma per la CBRE (multinazionale americana specializzata in real estate) è l’Asia-Pacifico a svettare sul podio, grazie al contributo di India (domanda robusta per uffici, retail e logistica), Giappone (offerta ristretta e domanda di alta qualità), Singapore e Corea (domanda per uffici di qualità).
Le performance degli ETF che permettono di incassare i rendimenti delle aziende immobiliari sono molto diversificate, e in testa svetta (+27% circa da inizio anno) il prodotto WisdomTree New Economy Real Estate Ucits Etf, una strategia focalizzata sulle società dei mercati sviluppati che gestiscono immobili e infrastrutture relative ai data center, telecomunicazioni, logistica e settori correlati. In questo prodotto è predominante l’esposizione alle infrastrutture dell'economia digitale e industriale, con una quota marginale di titoli delle infrastrutture digitali di nuova generazione.
Segue il sottostante che punta all’immobiliare asiatico, proposto da iShares, iShares Asia Property Yield Ucits Etf, con un più che soddisfacente +15% circa da inizio anno, per entrare poi nel meandro dei numerosi ETF che permettono di investire nell’immobiliare indiretto europeo o dell’eurozona.
Delusione, invece, per gli ETF che mirano alle componenti specifiche statunitensi ma anche inglesi, ed anche le numerose proposte globali, per via dell’esposizione alle aree più deboli, esprimono rendimenti negativi.
KLEPIERRE BEN IMPOSTATA

In merito, invece, alle singole azioni, a livello europeo si segnalano solo i nomi che tecnicamente mantengono una buona tonicità e al tempo stesso non appaiono care in termini di multipli. Tra queste spiccano Unibail Rodamco (P/e atteso di 9,4, dividend yield del 4%, beta di 0,90), Klepierre (P/e atteso di 12,3, dividend yield del 5,6%, beta di 0,35), Merlin Properties (P/e atteso di 23, dividend yield del 3,3%, beta di 0,78), Psp Swiss Property (P/e atteso di 28, dividend yield del 2,8%, beta di 0,1), Covivio (P/e atteso di 11,7, dividend yield del 6,4%, beta di 0,60).
Infine, in Italia si segnala il titolo Igd, che gode di multipli non cari (P/e atteso di 9,9, un discreto rendimento da dividendo (2,9% annuo), un legame basso con il mercato (beta di 0,55) e un solido trend rialzista di medio termine (+40% da inizio anno e +20% a 6 mesi). (riproduzione riservata)