La linea del Piave passa a quota 16.296 punti, tracciata sul doppio minimo di metà aprile e metà giugno dell’indice Ftse Banks Italia, che sintetizza l’andamento delle quotazioni degli istituti di piazza Affari. Cederla significa innescare una raffica di stop-loss che affosserebbe velocemente le banche fino al supporto individuabile a 15.700 punti (-3,6%), a cui si attribuirebbe a quel punto una scarsa capacità di tenuta: poco sotto rimarrebbe infatti aperto il gap rialzista del 18 febbraio che si estende fino a 15.442 punti (-5,2%) e i venditori difficilmente si lascerebbero scappare una simile occasione di facile ribasso una volta rotti gli argini, non escludendo un coda di volatilità capace di spingere il Ftse Banks fino alla soglia di 15.000 punti (-8%).
Molto dipenderà ovviamente dalla dinamica dello spread: la capacità di mantenersi sotto quota 175 porrebbe un freno a un simile scenario ribassista, mentre il passaggio al di sopra di questo livello aumenterebbe la pressione delle vendite: sopra quota 190-200 centesimi si assisterebbe poi a un veloce sell-off che metterebbe in forse la tenuta di quota 15.000, potendo il Ftse Banks Italia estendere la discesa fino a 14.000 punti.