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Stilisti, continua il terremoto nel fashion system

La moda si mette in discussione tra cambi creativi radicali e designer che durano poco più di una stagione. Dall’addio di Kim Jones a Fendi, fino a Chanel ancora in cerca d’autore, con Matthieu Blazy dato in pole position. Attesa per i prossimi debutti di Veronica Leoni da Calvin Klein e di Sarah Burton per Givenchy

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Virginie Viard (ph Francesc Ten/MFF)
Virginie Viard (ph Francesc Ten/MFF)

Stilisti di lungo corso che abbandonano le maison dopo anni di militanza o designer che durano poco più di una stagione con collezioni che fanno a malapena in tempo ad arrivare sul mercato. Sono in cerca di autore due colossi come Chanel, che lo scorso giugno ha salutato dopo cinque anni la creative director Virginie Viard, e Fendi, che si è separato a ottobre dalla prima firma per il womenswear dopo la scomparsa nel 2020 di Karl Lagerfeld, Kim Jones. Che manterrà però il suo ruolo da Dior, di cui è a capo delle collezioni uomo. È questa la conseguenza della crisi che sta attraversando il comparto? O la dimostrazione della necessità di conquistare nuovi consumatori creando dei linguaggi che si adattino alle esigenze delle giovani generazioni?

Kim Jones (ph Alsdair McLellan, courtesy Lvmh)
Kim Jones (ph Alsdair McLellan, courtesy Lvmh)

Tra gli ultimi, anche l’avvicendamento allo stile di Missoni, con l’uscita di Filippo Grazioli e il ritorno di Alberto Caliri, ma non solo. La serie di cambiamenti che ha scosso il comparto negli ultimi mesi va da Celine, che ha detto addio a Hedi Slimane per accogliere Michael Rider in arrivo da Ralph Lauren e con un passato decennale al fianco di Phoebe Philo proprio da Celine, a Givenchy, che ha chiamato l’ex Alexander McQueen Sarah Burton, fino a Tom Ford che si prepara al debutto di Haider Ackermann. Mai come ora il fashion system ha dimostrato la necessità di rimescolare le carte in tavola. Con una grande incognita. Chi andrà dove nel prossimo futuro?

Da Chanel, le ultime indiscrezioni danno come possibile successore al ruolo di Viard, il direttore creativo di Bottega Veneta, Matthieu Blazy. Il creativo di Kering potrebbe risultare verosimile per età e attitude, ma per ora rimane solo una supposizione. Come quelle che danno come possibile successore lo stesso Hedi Slimane. Amatissimo da Bernard Arnault e pupillo di Karl Lagerfeld, nell’ultima collezione del designer da Celine, molti hanno visto un omaggio alla maison della doppia C, ma, per ora, bocche cucite da rue Cambon.

Matthieu Blazy (courtesy Bottega Veneta)
Matthieu Blazy (courtesy Bottega Veneta)

Il toto nomi si accende poi anche per la maison di Lvmh, Fendi, con Piccioli che spicca tra i papabili successori di Kim Jones. Nel frattempo, Silvia Venturini Fendi, a capo del menswear nel periodo con Jones, si prepara a festeggiare il centenario della casa di moda che cadrà l’anno prossimo. Per l’occasione, disegnerà una collezione co-ed, attesa in passerella a Milano a febbraio. Mentre molti rumors circolano sul futuro creativo della maison Dior, che dal 2016 è guidata con grande successo di vendite da Maria Grazia Chiuri. Voci di stampa darebbero John Galliano, attuale direttore creativo di Maison Margiela, anche se dal marchio che fa capo alla Otb-Only the brave di Renzo Rosso è più volte arrivata la smentita di una sua uscita imminente. Così come da tempo si fa anche il nome di Jonathan Anderson, che ha appena celebrato i suoi dieci anni da Loewe.

Veronica Leoni (ph Collier Schorr, courtesy Calvin Klein)
Veronica Leoni (ph Collier Schorr, courtesy Calvin Klein)

Nel frattempo poi cresce poi l’attesa per il debutto di Veronica Leoni da Calvin Klein, che indiscrezioni vorrebbero destinato a sfilare a Milano moda donna in febbraio, di David Koma da Blumarine, che sempre nella città lombarda avrà il suo palcoscenico, e di Lorenzo Serafini, confermato il successore di Alberta Ferretti alla guida del brand di Aeffe che porta il suo nome. Certo è che la speranza delle case di moda è replicare storie di successo, come il debutto di Chemena Kamali da Chloé, che ha da poco presentato la sua seconda collezione alla Paris fashion week con un’ovazione da parte del pubblico. O come il debutto di Alessandro Michele da Valentino, che ha infiammato e spaccato il fashion system. Uno scenario dunque destinato a mutare rapidamente tanto quanto sta mutando il mercato del lusso. Ad esempio, restano ancora aperte le incognite di due marchi le cui performance in borsa non sono brillanti, Burberry con Daniel Lee e Ferragamo con Maximilian Davis. Ma per ora, in questo caso, si tratta solo di speculazioni. Certo è che la fine del 2024 e l’inizio del 2025 saranno mesi chiave per costruire il nuovo puzzle creativo del lusso. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 19/11/2024 19:30
Ultimo aggiornamento: 19/11/2024 19:48
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