NominePrada chiama Pieter Mulier alla guida di Versace
Forte di cinque anni di successo da Alaïa, lo stilista belga entrerà ufficialmente in carica dal 1° luglio, mentre ancora non è stata definita la data del debutto in passerella per la Medusa. «Mentre consideravamo l’acquisizione del marchio, abbiamo individuato in lui la persona giusta per il ruolo di designer», ha sottolineato Lorenzo Bertelli, presidente esecutivo della maison sotto l’ala del gruppo
Versace è sempre on fire nell’era di Prada. Dopo i graffi estetici di Dario Vitale arriva la coolness belga di Pieter Mulier. Il rumor si rincorreva da settimane e ora è arrivata la conferma. Lo stilista fiammingo è il nuovo direttore creativo della Medusa ed entrerà ufficialmente in carica dal 1° luglio 2026. Mentre ancora non è stata definita la data del debutto in passerella.
Una nomina che, come sottolineato dal gruppo di Miuccia Prada e Patrizio Bertelli, segnerà «l’inizio di un nuovo capitolo per il marchio». E non è difficile crederlo, vista la carriera del creativo che ha saputo riaccendere i riflettori su Alaïa con un linguaggio sperimentale e fedele allo spirito di ricerca sul corpo della donna che ha contraddistinto il lavoro del founder Azzedine Alaïa. Un punto di incontro forte con l’estetica della Medusa, assente dai catwalk dei prossimi giorni alla Milano fashion week.
«Mentre consideravamo l’acquisizione di Versace, abbiamo individuato in Pieter Mulier la persona giusta per il ruolo di designer del brand», ha sottolineato Lorenzo Bertelli, presidente esecutivo della casa di moda. «Siamo fiduciosi che saprà esprimere pienamente il potenziale di Versace e instaurare un dialogo profondo con la storia e l’estetica distintiva del marchio. Siamo entusiasti di intraprendere questo percorso insieme».
Mulier andrà a sostituire l’ex Miu Miu Dario Vitale, che ha firmato una sola collezione per Versace, la spring-summer 2026 e con il quale il rapporto si è bruscamente interrotto a dicembre 2025. La sua visione erotica e vicina all’estetica di Gianni Versace aveva raccolto consensi positivi unanimi dalla stampa e dai buyer oltre che dal web. E proprio nei giorni scorsi è stata divulgata la prima e anche ultima campagna per il marchio da lui firmata da fotografi del calibro di Steven Meisel, Frank Lebon e Tania Franco Klein.
Nel corso della sua carriera, Mulier ha proposto una visione estetica personale in grado di contribuire al successo di brand come Raf Simons, Jil Sander, Dior, Calvin Klein e più recentemente di Alaïa, maison di Richemont per la quale presenterà la collezione di addio, la estate-autunno 2026, a marzo a Parigi. Una collaborazione durata cinque anni e che ha accolto pareri unanimi da parte della stampa e del mercato, che ha premiato prodotti diventati iconici. In particolare gli accessori, dalle ballerine in mesh, lanciate con la prima collezione, alla borsa Teckel east-west, fino ai modelli più recenti come Le click.
Con una formazione in design e architettura all’Esa Saint-Luc di Bruxelles, Mulier ha costruito la sua carriera all’ombra (e poi al fianco) di Raf Simons, da Jil Sander a Dior, fino a Calvin Klein a New York. Proprio i suoi anni da Dior lo hanno reso noto al grande pubblico grazie al documentario Dior and I di Frédéric Tcheng. L’arrivo all’interno del gruppo milanese segnerà anche il ricongiungimento con Simons, co-direttore creativo di Prada. Confermando il felice momentum della new wave stilistica belga. (riproduzione riservata)
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