NominePinko chiama la ceo Laura Manelli. Svelata la nuova governance del brand
Come recentemente anticipato a MFF dal fondatore Pietro Negra, l’azienda si è ora dotata di un consiglio di amministrazione composto da cinque membri con competenze nel settore per una più efficace riorganizzazione strategica. Flavio Sciuccati e Alberto Colombo saranno amministratori indipendenti
Ora Pinko è davvero pronto per ripartire. Con una nuova governance e sotto la guida dell’amministratore delegato Laura Manelli, che porta con sé esperienze da realtà come Versace, Fendi e Sergio Rossi. Un importante cambiamento che nelle scorse settimane era stato anticipato a MFF dal fondatore del brand emiliano, Pietro Negra. Da oggi Pinko sarà dotato di un cda composto da cinque membri, ovvero Negra nel ruolo di presidente, Manelli come ceo, Flavio Sciuccati, Alberto Colombo e Andrea Orlandi. Il board avrà l’obiettivo di guidare il marchio controllato da Cris Conf verso nuovi traguardi e sfide, attraverso una visione orientata alla crescita e all’innovazione.
Laura Manelli si unisce a Pinko dopo una consolidata esperienza nel settore del lusso avviata nell’ambito del retail con Armani. Nella sua carriera, la manager ha poi ricoperto posizioni di rilievo in Versace, Fendi e Sergio Rossi, fino alla più recente esperienza in qualità di partner e ceo di Aemme capital srl, società di consulting di natura strategica nel mondo del fashion & luxury. Flavio Sciuccati e Alberto Colombo saranno amministratori indipendenti, in quanto non intrattengono rapporti diretti con la società e il suo gruppo, in linea con una gestione orientata alla trasparenza e alla responsabilità.
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«Un’azienda di dimensioni significative non può essere considerata una mera proprietà personale, ma deve essere vista e apprezzata come una realtà condivisa con tutti coloro che vi partecipano e ne traggono beneficio», ha dichiarato Pietro Negra, presidente e fondatore di Pinko. «In momenti di svolta, orientati come siamo a crescita e innovazione, è fondamentale che tutti i comportamenti, sia della proprietà sia degli stakeholder, siano orientati verso la continuità dell’azienda, mettendo al primo posto l’interesse della comunità. La trasparenza nella gestione e la comunicazione continua sono essenziali per ottenere la fiducia degli stakeholder e superare qualsiasi scetticismo, anche in ambito finanziario e nella relazione con i fornitori».
Guardando agli sviluppi futuri e ai prossimi obiettivi, Pinko resta impegnata in una gestione condivisa per affrontare le sfide del mercato e creare valore per gli stakeholder coinvolti. Dopo aver ottenuto lo scorso novembre la composizione negoziata della crisi dal Tribunale di Parma per la controllante Cris conf, ora il marchio si prepara infatti ad andare verso un nuovo ciclo. «Speriamo di uscire dalla procedura entro maggio o giugno e di tornare a fare investimenti», aveva spiegato recentemente a MFF l’imprenditore. «Lavoriamo sul controllo gestione, abbiamo progetti che riguardano la supply chain e intendiamo tenere monitorate le potenzialità offerte dall’Intelligenza artificiale, in particolare per quanto riguarda le attività di Crm». La tradizione e l’estetica del marchio italiano rimarranno invariate nel nuovo corso, ma a fare da volano di questa ripartenza strategica sarà soprattutto la Cina.
«Abbiamo avuto un successo importante nel mercato cinese, che è stato al centro della nostra strategia di crescita fino a che la situazione nel Paese non è precipitata, provocando problemi di cassa e una riduzione degli spazi che ci ha messi in difficoltà», aveva ricordato Negra. «Nei giorni scorsi abbiamo stretto un accordo di collaborazione strategica con Lima commercial management, una società di Shanghai che grazie alla sua profonda conoscenza del mercato e dei consumatori locali andrà a correggere i precedenti errori strategici, rafforzando la nostra presenza e accrescendo la competitività del brand con iniziative più mirate e in linea con le tendenze di consumo». Il nuovo partner fornirà supporto con la sua expertise nella gestione della supply chain locale, ottimizzando l’offerta prodotto nel Paese. «Prenderanno inizialmente il controllo di circa 30 negozi nel Paese, rivedendo l’offerta e aggiornandoli con un nuovo store concept. In futuro penseremo a ulteriori aperture, vorremmo arrivare a 100 negozi. Intanto nei prossimi giorni faremo il primo incontro con l’ufficio stile». (riproduzione riservata)