NomineMarco Gobbetti entra nel cda di Aeffe. La società chiude il primo semestre in contrazione del 27,8%
L’ex ceo di Ferragamo affiancherà Simone Badioli e il presidente esecutivo Massimo Ferretti per guidare il rilancio strategico dei brand del gruppo, subentrando a Roberto Lugano. Nei sei mesi, ricavi scesi a 100 milioni con una perdita di 28,5 milioni
Il gruppo Aeffe rafforza la governance con l’ingresso di Marco Gobbetti nel consiglio di amministrazione. L’ex ceo e direttore generale di Salvatore Ferragamo, con un passato ai vertici di Burberry, Givenchy, Céline e Moschino, torna ora nel gruppo in qualità di nuovo consigliere non indipendente per supportare il rilancio strategico dei brand Alberta Ferretti, Moschino e Pollini. Il manager, al momento della nomina, non detiene azioni della società.
«Sono felice di poter avere al mio fianco Marco, che potrà certamente contribuire in modo importante e significativo nella definizione di strategie di rilancio dei nostri marchi, così come all’attuazione di nuove partnership strategiche per il gruppo», ha dichiarato Massimo Ferretti, presidente esecutivo di Aeffe. Gobbetti, che fu già alla guida di Moschino, affiancherà l’amministratore delegato Simone Badioli nella definizione di nuove strategie di crescita, inclusa l’apertura a possibili partnership e investitori.
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L’arrivo di Gobbetti, che subentra a Roberto Lugano, che ha rassegnato le proprie dimissioni per consentire l’ingresso immediato del manager, si inserisce in una fase di profonda trasformazione per Aeffe. Dopo la nomina di Adrian Appiolaza alla direzione creativa di Moschino e la promozione di Lorenzo Serafini alla guida di Alberta Ferretti, il gruppo punta a un rilancio solido e a una maggiore centralizzazione strategica, anche a seguito di importanti investimenti, come l’acquisizione del 30% residuo di Moschino nel 2021.
Gobbetti, che resterà in carica fino al 2028, ha espresso soddisfazione per il nuovo incarico. «Sono felice di collaborare nuovamente con la famiglia Ferretti e di assumere questa carica in una realtà italiana forte di brand di fama mondiale e di riconosciuta qualità dei propri prodotti e della serietà nella conduzione delle attività, consapevole delle grandi sfide che stanno attraversano il settore di riferimento».
Il gruppo ha approvato la relazione finanziaria al 30 giugno 2025, che evidenzia una contrazione significativa dei principali indicatori economici. Nei primi sei mesi dell’anno, i ricavi consolidati sono scesi del 27,8% a cambi correnti, attestandosi a 100 milioni di euro contro i 138,6 milioni dello stesso periodo del 2024. L’ebitda consolidato è risultato negativo per 6,9 milioni di euro, mentre era positivo per 0,4 milioni nel 2024. In peggioramento anche il risultato netto, con una perdita di 28,5 milioni di euro, rispetto ai -20,4 milioni del 2024.
Il deterioramento della marginalità è attribuito in larga parte al forte calo delle vendite in tutte le aree geografiche e nei principali canali distributivi. In particolare, il mercato italiano, che rappresenta il 39,6% del fatturato, ha subito un calo del 31,3%, mentre l’Europa ha segnato un -24%, l’Asia e resto del mondo un -28,2% e l’America un -21,1%. Sul fronte canali, il wholesale, che rappresenta il 64,4% del fatturato, è crollato del 29,7%, il retail ha perso il 18,7% e le royalties il 69,4%.
«È ormai evidente che il settore sta attraversando una crisi profonda, acuita da instabilità geopolitiche e tensioni internazionali», ha commentato Massimo Ferretti. «Stiamo predisponendo il piano industriale 2026-2028 contenente le nuove linee strategiche in termini di canali di vendita e mercati oltre a rivedere criticamente alcuni dei processi più importanti dell’azienda, tra cui quello delle operations e dei canali fisici». (riproduzione riservata)