BusinessLululemon taglia l’outlook per il 2026, il titolo crolla in borsa
Il marchio sportivo canadese archivia il primo trimestre con ricavi in crescita del 4% ma rivede al ribasso le stime per l’intero esercizio. Le azioni cedono oltre il 12% nel pre-market di Wall street. In calo anche la redditività, con utile operativo ed eps in forte contrazione rispetto allo scorso anno
Lululemon perde terreno a Wall street. Il titolo del marchio canadese di sportswear viaggia in ribasso di oltre 12 punti percentuali nel pre-market di venerdì dopo che la società ha rivisto al ribasso le previsioni per l’esercizio 2026. Nel primo trimestre chiuso il 3 maggio, il gruppo ha registrato ricavi netti per 2,5 miliardi di dollari (pari a circa 2,15 miliardi di euro al cambio di oggi), in crescita del 4%, con le vendite comparabili a +1%. A trainare i risultati è stata ancora una volta la performance dei mercati internazionali, dove i ricavi sono cresciuti del 22% e le vendite comparabili hanno registrato un incremento del 13%.
Più difficile invece il quadro nelle Americhe, che hanno evidenziato un calo del fatturato del 3% e una contrazione delle vendite comparabili del 5%. «Abbiamo registrato un solido inizio del 2026 grazie alla capacità dei nostri team di operare con rapidità, agilità e disciplina», ha dichiarato Meghan Frank, co-ceo ad interim e direttore finanziario. «Tuttavia, più di recente abbiamo dovuto affrontare venti contrari che ci hanno spinto ad adeguare le nostre previsioni per l’intero anno. Rimaniamo fiduciosi nel nostro percorso da seguire».
Sul fronte della redditività, il trimestre ha mostrato un netto deterioramento. L’utile lordo è diminuito del 3% a 1,3 miliardi di dollari (1,12 miliardi di euro), mentre il margine lordo è sceso di 410 punti base al 54,2%. Ancora più marcata la contrazione dell’utile operativo, in calo del 37% a 276,9 milioni di dollari (237,9 milioni di euro), con un margine operativo ridotto all’11,2% dal 18,5% dell’anno precedente. L’utile diluito per azione si è attestato a 1,69 dollari (1,45 euro), rispetto ai 2,60 dollari (2,23 euro) registrati nel primo trimestre del 2025. Nel corso del periodo, il gruppo ha inoltre riacquistato 2,2 milioni di azioni proprie per un valore complessivo di 358,3 milioni di dollari (307,9 milioni di euro).
Per quanto riguarda lo sviluppo retail, Lululemon ha aperto cinque nuovi punti vendita netti nel trimestre, portando la rete globale a 816 negozi. La società ha chiuso il periodo con disponibilità liquide pari a 1,5 miliardi di dollari, mentre le scorte sono aumentate del 2% in valore a 1,7 miliardi di dollari (1,5 miliardi di euro), pur registrando una diminuzione del 4% in termini di unità. «Continuiamo ad ampliare la community globale di Lululemon attraverso l’ingresso in nuovi mercati e il rafforzamento dell’esperienza di prodotto, brand e cliente», ha dichiarato André Maestrini, co-ceo ad interim, presidente e direttore commerciale.
Alla luce delle recenti difficoltà riscontrate, il management ha rivisto al ribasso le aspettative per il 2026. Per il secondo trimestre, il gruppo prevede ora ricavi compresi tra 2,45 e 2,475 miliardi di dollari (tra 2,11 e 2,13 miliardi di euro) e un utile per azione tra 1,76 e 1,81 dollari (tra 1,51 e 1,56 euro). Per l’intero esercizio, la nuova guidance indica un fatturato compreso tra 11 e 11,15 miliardi di dollari (tra 9,45 e 9,58 miliardi di euro), sostanzialmente stabile o in lieve calo rispetto all’anno precedente, mentre l’utile per azione è atteso tra 10,95 e 11,15 dollari (tra 9,4 e 9,6 euro). (riproduzione riservata)
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