TrendLuisa Spagnoli rilegge la New York early 90s
Il brand ricrea il Seagram building nel set dello show. Dove sfilano classici reloaded, tra cappotti che sfiorano terra, spalle forti e silhouette dal punto vita segnato
Luisa Spagnoli porta i guest al Seagram building di New York, minuziosamente ricostruito nel set della sfilata fall-winter 2026/27. Fin dal primo look, è un tuffo nel passato. La mente va alla fine degli anni 80, inizio 90 in cui Nicoletta Spagnoli, pronipote della fondatrice della griffe perugina, arrivò nella città che non dorme mai, allora attraversata da «donne che si muovevano in modo autonomo, libero», ricorda la designer. Un crocevia in cui l’arte di downtown, la moda dell’Upper east side, la club culture e l’alta società si sono scrutati e incontrati, immortalati dall’obiettivo di Andy Warhol. «Ho sentito il bisogno di tornare a un periodo che mi rappresenta profondamente e rileggere quell’atmosfera ricca di energia ed eleganza consapevole».
In pedana i look seguono lo scorrere frenetico di una tipica giornata newyorkese: classici reloaded che trasmettono l’idea di uno «stile deciso e pulito. Rigoroso ma mai freddo e sempre curato nei minimi particolari», sottolinea Spagnoli, che è anche ceo dell’azienda da 123,4 milioni di euro di giro d’affari nel 2024. Aprono cappotti lunghi fino a terra, in tweed, spinato, principe di Galles e loden, con il punto vita segnato e le spalle forti. Seguono i completi con giacche asciutte dai revers precisi e gonne a ruota, ma anche minigonne per silhouette più dinamiche. Il colore funziona come nell’arte di Warhol, in modo quasi filosofico. Il registro dominante è quello del materiale stesso: marrone cioccolato, caramello, panna, verde bosco e il grigio della pietra di Manhattan. Con tocchi di senape, bluette, rosa e menta.
I pantaloni a vita alta si portano con impeccabili camicie bianche di seta, per poi passare alle catsuit di lana merino che rileggono con graffio audace l’heritage nella maglieria della label. «Credo che l’impatto così forte su di me dell’estetica newyorkese tra 80s e 90s sia dovuto all’intensità di quel momento storico», prosegue la stilista. Il finale è nel segno di un glamour sofisticato, memore di figure come Carolyn Bessette-Kennedy, con quelle silhouette di un nero profondo, in raso duchesse, che paiono disegnate. Mosse da drappeggi e illuminate da cristalli come luci nello skyline della City.
Giudizio. Il brand rilegge per la contemporaneità il gusto di un’epoca irripetibile. «Quell’istante sospeso che faceva da trait d’union tra la fine di un decennio e l’alba del successivo», ricorda Nicoletta Spagnoli. «Un passaggio carico di energia, visione e trasformazione che sento riaffiorare in questo 2026». (riproduzione riservata)
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