NomineLiu Jo, Marco Marchi lascia il timone a Maurizio Crocieri
Il founder del brand controllato da Exelite passa il testimone al suo storico collaboratore e ora nuovo amministratore delegato. L’uscente ceo punta a una «fase 2.0» con investimenti in Sud America e Medio Oriente, preferendo una successione interna a fondi o borsa
Cambio ai vertici di Liu Jo. Il marchio controllato da Exelite, la holding nata come Eccellenze italiane e oggi casa madre di un polo del Made in Italy che riunisce Liu Jo group, Liu Jo luxury, Liu Jo uomo, Blumarine, Eli e Digital boite ha un nuovo amministratore delegato. Dopo anni alla guida del progetto di aggregazione, Marco Marchi ha deciso di cedere la carica di ceo a Maurizio Croceri, già ad e azionista di Liu Jo shoes-Eli e al suo fianco da quasi un decennio.
In un’intervista ad Affari&Finanza di Repubblica, Marchi ha spiegato le motivazioni alla base della scelta, che segna l’avvio di una nuova fase per il gruppo: «Non abbiamo ritenuto necessario aprire a fondi o procedere con una quotazione. La decisione migliore è stata individuare una figura interna, con l’energia e la visione giusta per guidare la Liu Jo 2.0».
Marchigiano anche lui e con una lunga esperienza nel settore fashion maturata in Fornari e poi con la fondazione di Eli group, Croceri è entrato nel mondo Liu Jo nel 2016, anno della joint venture per le calzature. Da allora, il business è cresciuto fino a raggiungere 70 milioni di euro di fatturato, confermando la solidità del binomio con Marco Marchi.
Pur riconoscendo che il 2025 sia stato «un anno complesso», con un fisiologico calo dei margini, Marchi ha sottolineato come Liu Jo (489 milioni di euro di ricavi nel 2024) stia lavorando su nuovi progetti di espansione internazionale: «Vogliamo concentrarci su mercati più dinamici rispetto a quello europeo, dove il Made in Italy mantiene un forte appeal. In particolare, guardiamo con interesse al Sud America, il Messico in primis, e al Medio Oriente».
Ottimismo anche sul fronte Blumarine, acquisita nel 2019 e oggi sotto la direzione creativa di David Koma. «Oggi vedo nel brand tutti gli elementi giusti, creatività, femminilità e posizionamento, per intraprendere un percorso di crescita virtuoso», ha aggiunto Marchi.
Nata come piattaforma per valorizzare realtà italiane ad alto potenziale, Exelite continua a esplorare nuove opportunità di investimento: «Stiamo analizzando alcuni dossier, ha concluso Marchi, ma è ancora presto per parlarne». (riproduzione riservata)