TrendCraft à la Phan Dang Hoang
Il designer vietnamita fonde arti visive e sartoria, silhouette architettoniche, materiali inediti e accessori monumentali. Lo stilista porta in passerella un lessico nuovo, tra rigore costruttivo e fascinazioni rétro
La prima modella a calcare la passerella avanza lenta, quasi eterea, con passi meccanici che evocano una quasi apparizione robotica. Così si apre lo show primavera-estate 2026 del giovane designer vietnamita Phan Dang Hoang. La collezione si costruisce su un’alternanza di volumi circolari e punte estreme, colli trapezoidali e tagli scultorei. Gli abiti rivelano un virtuosismo artigianale, ciò che sembra pelle si rivela invece un raso intrecciato e poi serrato da stringhe sul retro, dando vita a un trompe-l’œil.
Le silhouette architettoniche, spesso definite da orli a vivo, sottolineano la ricerca formale, mentre le camicie si presentano con tagli irregolari e la maglieria viene reinventata attraverso sperimentazioni inedite. Gli accessori assumono proporzioni oversize, orecchini e collane in scala monumentale, borse in pelle liscia e scamosciata. Ai piedi, tacchi a forchetta con doppio stiletto.
È un patchwork concettuale che attraversa il giorno e la sera, dai completi coordinati agli abiti, passando per giacche, camicie e sperimentazioni ibride. Ma è nell’eveningwear che lo stilista vietnamita rivela la sua mano più raffinata. Abiti da in seta, raso e velluto, dalle superfici cangianti, che evocano lo splendore delle dive del secolo scorso.
Giudizio. Le linee classiche e svasate dialogano con abiti scultura, tubini drappeggiati, giochi di ruches e asimmetrie, in una quasi couture che si fa insieme nostalgica e avanguardista.
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