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Anatomia del privilegio per Matières fécales

Il brand di Hannah R. Dalton e Steven R. Bhaskaran mette in scena un rituale sul potere e sull’élite contemporanea. Tra gonne monumentali, darkness e un nuovo tailoring borghese

di Donato D’Aprile (Parigi)
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Un look Matières fécales fall-winter 2026/27 (ph Francesc Ten/MFF)
Un look Matières fécales fall-winter 2026/27 (ph Francesc Ten/MFF)

Cosa indossa il potere quando sa di essere osservato? La risposta di Matières fécales è teatrale ma lucidissima. Frac, cilindri, doppiopetto allungati. Ma nulla è semplicemente classico. Ogni codice viene esasperato, deformato, reso a tratti inquietante. Le gonne in tulle si gonfiano in volumi elisabettiani, monumentali, claustrofobici. Il rosa shocking si fa ostentazione isterica, trasformando il glamour in caricatura. Il nero è controllo assoluto. E poi le maschere, banconote sugli occhi come fossero bende. Il denaro non è accessorio, è filtro. Poi, accanto all’élite, compaiono figure incappucciate, delle ombre. Chi guarda e chi è guardato, chi possiede e chi aspira.

Giudizio. Matières Fécales non cerca consenso. Costruisce un théâtre du pouvoir, dove ogni silhouette è un personaggio. In un fashion system sempre più dominato da un’estetica senza posizione, «The one percent» sceglie una direzione chiara: trasformare la couture in linguaggio politico. Un immaginario che non è pensato per piacere. È pensato per essere letto. E questo, oggi, è il vero atto di potere. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 03/03/2026 19:00
Ultimo aggiornamento: 03/03/2026 19:00
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