NomineEstée Lauder, si dimette il presidente Peter Jueptner
A pochi mesi dall’ingresso del nuovo ceo Stéphane de La Faverie, il gigante del beauty si separa dal manager, che lascerà il suo incarico il 1° aprile e uscirà definitivamente dall’azienda il 30 giugno. Il dirigente, che nel suo ruolo guidava le operazioni dell’area internazionale, era entrato nel gruppo nel 2009
Proseguono i cambiamenti ai vertici di Estée Lauder. A pochi mesi dall’arrivo di Stéphane de La Faverie come ceo e presidente in qualità di successore di Fabrizio Freda e a seguito di recenti cambiamenti nel board del gruppo beauty che hanno visto l’uscita di diversi membri della famiglia fondatrice, il gigante americano si separa ora dal suo presidente dell’area internazionale, Peter Jueptner. Il manager, nella società dal 2009, ha scelto di dimettersi dal suo incarico a partire dal 1° aprile e di lasciare definitivamente l’azienda il 30 giugno.
«Nel corso della sua straordinaria carriera con noi, Peter è stato uno degli architetti chiave di Estée Lauder, aiutando ad ampliare il nostro portafoglio di marchi, a far crescere la nostra presenza globale e a migliorare i modi in cui lavoriamo insieme tra team e aree geografiche per servire i nostri consumatori globali», ha commentato William P. Lauder, presidente del consiglio di amministrazione. «La sua combinazione di competenza strategica e acume commerciale ha lasciato un’impronta indelebile nell’azienda».
Entrato nel gruppo come senior vice president dell’area strategy, new business development and transformation initiatives, Jueptner ha contribuito a dare forma al portafoglio dell’azienda attraverso fusioni e acquisizioni strategiche, tra cui quelle di marchi come Le labo, Kilan Paris, Dr.Jart+ ed Editions de parfums Frédéric Malle. Nel 2016 il manager era poi stato promosso a presidente Emea e trasferito a Parigi per guidare la regione multi-mercato più complessa dal punto di vista culturale ed economico dell’azienda. Durante il suo mandato, ha raggiunto numerosi casi di crescita e ha guadagnato quote di mercato, oltre a guidare abilmente la regione durante i periodi più difficili della pandemia di Covid.
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Nel 2022, il dirigente è stato infine promosso alla sua posizione attuale, estendendo i principi commerciali che aveva usato per trasformare Emea su scala mondiale. In questa posizione, in un periodo di «notevoli venti contrari», il manager ha avviato un piano di trasformazione dell’organizzazione commerciale globale che continua ancora oggi, al fine di far evolvere la società in un’organizzazione più agile. «Peter ha apportato molti contributi essenziali alla formazione e alla crescita della nostra attività in tutto il mondo durante i suoi sedici anni con Estée Lauder», ha affermato il nuovo ceo, De La Faverie. «Voglio augurargli personalmente il meglio per il suo prossimo capitolo. La sua eredità di crescita, innovazione e leadership strategica, così come la sua passione per la crescita e lo sviluppo dei talenti, continueranno a ispirarci per gli anni a venire».
Tra gli altri cambiamenti che di recente hanno riguardato i vertici del gruppo, l’uscita o il riposizionamento di diversi membri della famiglia fondatrice. Tra questi, Ronald S. Lauder, secondogenito della fondatrice, che si è ritirato poche settimane fa dal cda del gruppo, rimanendo come presidente della filiale Clinique laboratories. Recenti anche le dimissioni di sua figlia Jane Lauder che, sebbene sia rimasta nel consiglio di amministrazione, lo scorso ottobre aveva lasciato il ruolo di chief data officer e vicepresidente esecutivo della società. Così come anche William P. Lauder, che in concomitanza con la nomina del nuovo ceo de La Faverie aveva annunciato le sue dimissioni dal ruolo di executive chairman. (riproduzione riservata)