NomineDa Anderson da Dior a Blazy da Chanel, da Trotter con Bottega Veneta a Piccioli da Balenciaga fino a Vitale da Versace, la rivoluzione in 12 nomi
La spring-summer 2026 regalerà una serie di prime illustri tra Milano e Parigi. Tra gli hot ticket anche Demna che regalerà un primo approccio alla sua visione di Gucci in settembre, Glenn Martens da Margiela e Michael Rider per Celine

Sarà un autunno bollente per la moda. Definirlo caldo è riduttivo. Dieci sono infatti i debutti attesi tra i mesi di settembre e ottobre, tra Milano e Parigi con maison di peso coinvolte, da Dior a Chanel, da Gucci a Balenciaga fino a Bottega Veneta e Versace solo per citarne alcune. A cui si aggiungono quelli di Michael Rider da Celine, che presenterà già a luglio nella Ville lumière prima della couture, oltre a Glenn Martens da Margiela, che sfilerà con l’alta moda e poi con il ready to wear per la spring-summer 2026. Uno specchio che riflette la situazione di turbolenza che ha attraversato e che sta attraversando il lusso, colpito da tempeste macroeconomiche e in cerca di nuova linfa creativa. Calendari alla mano, Milano ospiterà dal 23 al 29 settembre le prime di quattro case di moda. A partire da Gucci che, come annunciato da Francesca Bellettini, deputy ceo di Kering, in conference con gli analisti, presenterà un primo accenno del nuovo corso della maison by Demna. Sempre nel paronama del gruppo di Pinault si inserisce la prima prova di Louise Trotter da Bottega Veneta, mentre da Versace si attende il next step nell’era del gruppo Prada, firmato da Dario Vitale. Infine l’ex Gucci e Bally Simone Bellotti metterà la sua firma sul prossimo capitolo di Jil Sander. Spostando i riflettori su Parigi (29 settembre-7 ottobre), due mostri sacri come Dior e Chanel si sfideranno sulle passerelle con le prime prove rispettivamente di Jonathan Anderson e di Matthieu Blazy ma Kering non resterà a guardare sfoderando l’asso Pierpaolo Piccoli da Balenciaga. Prima prova anche per il duo Jack McCollough e Lazaro Hernandez, fondatori di Proenza Schouler, da Loewe, per Duran Lantink da Jean Paul Gaultier, dove sarà primo direttore creativo permanete dopo l’uscita del fondatore, e per Miguel Castro Freitas da Mugler. Un turnoaround che trasformerà radicalmente il panorama della moda tra sfide di stile che si contenderanno le prime pagine dei giornali. (riproduzione riservata)