NomineCoty sceglie Markus Strobel come presidente esecutivo e amministratore delegato ad interim
Dal 1° gennaio l’ex top manager di Procter&Gamble guiderà il gruppo beauty al posto di Sue Nabi. La società è alle prese con il calo del titolo e l’attesa perdita della licenza Gucci beauty dal 2028
Cambio ai vertici per Coty. Il gruppo cosmetico controllato da Jab holding ha nominato Markus Strobel come ceo ad interim con effetto dal 1° gennaio. Una decisione che segna il nuovo capitolo nel complesso riassetto della leadership avviato negli ultimi mesi. Il manager succede a Sue Nabi, che lascia dopo cinque anni di mandato, mentre assumerà contestualmente il ruolo di presidente esecutivo del consiglio di amministrazione, raccogliendo il testimone di Peter Harf.
La decisione arriva in un momento particolarmente delicato per Coty, il cui titolo ha perso oltre il 50% del valore dall’inizio dell’anno, riflettendo le difficoltà strutturali del gruppo nel rilanciare le vendite, soprattutto nel segmento beauty di massa. Un comparto sempre più sotto pressione per l’avanzata di brand emergenti, digital-first e più rapidi nell’intercettare le nuove tendenze di consumo.
Strobel approda in Coty dal colosso del fmcg Procter&Gamble, portando in dote una lunga esperienza nella gestione di marchi globali e nella riorganizzazione di portafogli complessi. «Vedo un potenziale straordinario per accelerare la crescita, rafforzare la nostra posizione nel beauty di prestigio e di massa e offrire valore sostenibile per azionisti, partner e consumatori in tutto il mondo», ha dichiarato il manager in una nota ufficiale.
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La nomina conferma un profondo rinnovamento della governance di Coty. Un percorso che aveva già acceso i riflettori sul futuro della ceo uscente e sul possibile passo indietro del presidente Peter Harf, figura storica della holding della famiglia Reimann.
Il cambio ai vertici si inserisce in una fase di riposizionamento strategico più ampia. Coty sta valutando una revisione del portafoglio mass market, che include marchi storici come Rimmel e Max Factor, oltre ad aver avviato la fusione delle attività fragrance premium e mainstream con l’obiettivo di semplificare la struttura e migliorare l’efficienza operativa. Sullo sfondo pesa inoltre la perdita, a partire dal 2028, della licenza Gucci beauty, passata a L’Oréal nell’ambito dell’accordo con Kering, un colpo destinato a incidere sui margini futuri.
Sue Nabi, ex manager di L’Oréal e fondatrice del brand skincare Orveda, era stata chiamata nel 2020 per riportare stabilità dopo anni di avvicendamenti al vertice.
E il riassetto riflette d’altronde l’evoluzione stessa di Jab holding, che sta progressivamente riducendo l’esposizione ai beni di consumo per spostare il proprio baricentro verso settori come assicurazioni e asset management. (riproduzione riservata)