NomineChanel sceglie Matthieu Blazy
«Non vedo l’ora», commenta a caldo lo stilista nato a Parigi nel 1984. «Rafforzerà la nostra posizione di leader globali del lusso», dicono il presidente Alain Wertheimer e la ceo Leena Nair. Il designer cresciuto con Raf Simons, entrerà in carica dal 1° gennaio. «Dialogherà con team ed heritage», spiega Bruno Pavlovsky
«Non vedo l’ora di incontrare tutti i team e di scrivere insieme questo nuovo capitolo», sono le parole con cui il quarantenne Matthieu Blazy saluta il suo arrivo nella posizione più desiderata da tutti gli stilisti. Dopo mesi di attesa, Chanel ha svelato il nome di colui che andrà a ricoprire quella che da molti è stata definita la poltrona vacante più ambita del fashion system. L’annuncio a poche ore dall'ufficializzazione dell’uscita di Blazy da Bottega Veneta comunicata dal marchio di Kering, che ha assunto al suo posto Louise Trotter.
«È uno dei designer più dotati della sua generazione. La sua visione e il suo talento rafforzeranno l’energia del marchio e la nostra posizione di leader del lusso», dicono Alain Wertheimer, presidente esecutivo globale, e Leena Nair, ceo globale del gruppo. «Sotto la guida di Bruno Pavlovsky, siamo certi che Matthieu Blazy continuerà a dare forma al futuro e a scrivere una nuova pagina della creazione di Chanel». Blazy, che indiscrezioni avevano già segnalato in pole position per il ruolo, raccoglierà un'eredità importante, quella di mademoiselle Coco Chanel, custodita gelosamente dalla casa di moda e dai direttori creativi che si sono poi susseguiti, Karl Lagerfeld in primis, che ha contribuito a consacrarne l’immagine, e Virginie Viard in carica dal 2019 a metà del 2024.
«Sono convinto che saprà giocare con i codici e l'eredità della maison, attraverso un dialogo continuo con lo studio, gli atelier e i métiers d'art», commenta Bruno Pavlovsky, presidente di Chanel fashion e Chanel sas. Che poche settimane fa aveva detto a MFF, a margine della sfilata ad Hangzhou, che la transizione potrebbe durare parecchi mesi, anche dopo l’arrivo del direttore artistico. Perché Chanel è forte grazie al suo heritage, al quale un creativo di talento può dare nuovo impulso. Nato a Parigi nel 1984, da un padre esperto d’arte e da una madre studiosa di storia, Matthieu Blazy trascorse l’infanzia in un clima culturalmente denso, frequentando case d’aste e artisti e respirando un’aria eclettica e ricca di stimoli. Ragazzino inquieto e insofferente alle regole scolastiche, venne mandato a studiare in un istituto gestito da religiosi e poi in una scuola militare in Inghilterra.
Fece ritorno a Parigi a 16 anni per frequentare una scuola internazionale con studenti di provenienza diversa dove scoprì la moda grazie alla passione di alcuni suoi compagni. Fu quasi consequenziale, quindi, che Matthieu Blazy si iscrivesse a La Cambre, l’Accademia di design di Bruxelles e, ancora studente, ebbe la possibilità di fare uno stage da Balenciaga sotto la cui guida c’era, allora, Nicolas Ghesquière. Dopo il diploma nel 2007 partecipò al concorso Its-International talent support di Trieste dove, tra i membri della giuria, figurava anche Raf Simons che non ebbe dubbi nel riconoscere il talento del ragazzo, offrendogli un posto di lavoro accanto a lui.
Nel 2010 approdò poi nel team di Maison Martin Margiela e, poco dopo, nella Céline di Phoebe Philo come senior design. Dopo l’esperienza da Céline, Blazy seguì a New York Raf Simons, nominato direttore creativo di Calvin Klein nel 2016 e, successivamente, approdò da Bottega Veneta come braccio destro di Daniel Lee, che aveva conosciuto da Céline e che lo chiamò come direttore design del brand. Era il 2020 e, di lì a un anno, divenne direttore creativo del marchio di Kering. Il resto della storia è tutto da scrivere. (riproduzione riservata)