NomineAltagamma, Giovanna Vitelli presidente fino al 2029. Un piano triennale per supportare il Made in Italy
L’assemblea dei soci della Fondazione ha ufficialmente nominato la presidente del Gruppo Azimut|Benetti, già a capo della divisione nautica negli scorsi tre anni, come successore di Matteo Lunelli. Rinnovati gli organi di governance, Stefania Lazzaroni confermata direttore generale
Il testimone della presidenza di Fondazione Altagamma passa da Matteo Lunelli a Giovanna Vitelli. L’assemblea dei soci ha ufficialmente nominato l’imprenditrice, presidente del Gruppo Azimut|Benetti, per il triennio 2026–2029 e accolto le proposte di rinnovamento del consiglio di amministrazione. Già vice presidente per la nautica negli scorsi tre anni, Vitelli succede al presidente e amministratore delegato di Ferrari Trento, che nel corso di due mandati ha rafforzato l’associazione e il suo posizionamento, lavorato sui temi della sostenibilità e realizzato numerose attività all’estero.
Laureata in giurisprudenza, Vitelli è stata vice presidente per oltre dieci anni del gruppo di famiglia fondato dal padre Paolo nel 1969, il più grande gruppo privato nella nautica da diporto e leader mondiale nella produzione di yacht oltre i 24 metri, prima di assumerne la presidente nel 2023. Il gruppo oggi conta cinque cantieri in Italia, uno in Brasile, 2.500 dipendenti diretti e 138 showroom in più di 80 Paesi. A seguito del raddoppio del fatturato negli ultimi cinque anni, oggi fattura 1,5 miliardi di euro e vanta un portafoglio ordini che si estende fino al 2029.
«Sono onorata di questo mandato e ringrazio il mio predecessore, Matteo Lunelli, per l’ottimo lavoro svolto in questi anni. Assumo questo ruolo affiancata da una squadra di imprenditori e ceo che sono veri ambasciatori del nostro stile di vita nel mondo», ha dichiarato Giovanna Vitelli, che dal 2020 è membro del consiglio di Altagamma. «Insieme lavoreremo per dare maggiore visibilità all’impatto delle nostre aziende per il Paese, sia da un punto di vista economico, che sociale e culturale. Ci impegneremo inoltre per la tutela dei mestieri del fare, vero tema trasversale per la continuità del Made in Italy».
La nuova governance di Altagamma
Gli organi di governance sono stati rinnovati come richiesto per statuto con oltre il 45% di nuovi consiglieri ed è stata inoltre garantita una rappresentanza equilibrata dei sette settori di Altagamma, ovvero moda, design, alimentare, ospitalità, motori, nautica e gioielleria, in linea con la trasversalità della Fondazione e il numero dei soci. Aumentano in cda le nuove generazioni imprenditoriali e la presenza femminile, con nove consigliere su 25 totali, passando dal 27% del precedente mandato al 36%.
In qualità di vice presidenti e consiglieri vengono confermati Sabina Belli, ceo di Pomellato, per la gioielleria e la manifattura, Carlo Capasa, presidente di Cnmi-Camera nazionale della moda italiana, per la moda, Aldo Melpignano, fondatore e ceo di Egnazia ospitalità italiana, per l’ospitalità, Dario Rinero, ceo di Haworth lifestyle, per il design e Claudio Domenicali, amministratore delegato di Ducati motor holding, per i motori. Tra i nuovi ingressi, Carmen Moretti, vice presidente di Holding Terra Moretti, è stata nominata vice presidente per l’alimentare, mentre Marco Piscitelli, ceo di Molteni group, per le relazioni internazionali e i progetti strategici.
Santo Versace, presidente fondatore, Leonardo Ferragamo, presidente onorario, Andrea Illy, Matteo Lunelli e Claudio Luti prenderanno parte al cda in qualità di invitati permanenti in quanto past president. Luti, inoltre, assume il ruolo di strategic advisor per le relazioni istituzionali. Sono stati nominati consiglieri Michel Beneventi, ceo di Gruppo Sanpellegrino, Lorenzo Bertelli, chief marketing officer & head of corporate social responsibility di Prada group e presidente esecutivo di Versace, Laura Burdese, ceo di Bvlgari), Claudia D’Arpizio, senior partner di Bain & company, Alfonso Dolce, presidente e ad di Dolce&Gabbana, Giovanni del Vecchio, ceo di Gruppo Giorgetti, Caterina Fabrizio, ceo di Dedar, Santo Ficili, ceo di Maserati, Giuseppe Fontana, presidente di Villa d’Este, Gian Luca Gessi, ceo di Gessi, Luca Lisandroni, ceo di Brunello Cucinelli, Andrea Pontremoli, ceo di Dallara, Maria Porro, direttore comunicazione e marketing di Porro e presidente di Salone del mobile. Milano, Marie-Louise Sciò, ceo & creative director di Pellicano hotels, Cristina Scocchia, amministratore delegato di illycaffè, Giovanni Tamburi, presidente e ad di Tip-Tamburi investment partners e Angelo Zegna, co-ceo di Zegna.
Figurano infine come revisori dei conti Maurizio Dallocchio di Sda Bocconi, Giuseppe Prezioso di Max Mara fashion group ed Ezio Simonelli di Studio Simonelli. Stefania Lazzaroni è confermata in qualità di direttore generale.
I tre pilastri strategici del piano triennale 2026-2029
«Il settore dell’alto di gamma merita di essere riconosciuto come la locomotiva del nostro Paese», ha proseguito Giovanna Vitelli. «Le prime evidenze di uno studio che stiamo realizzando con Sda Bocconi mostrano che, rispetto alla media delle aziende italiane, le nostre aziende contribuiscono tre volte di più all’incremento del pil, assumono cinque volte tanto e versano tributi mediamente 300 volte superiori». Il programma che verrà proposto al nuovo cda per il triennio 2026–2029 è il frutto di un processo di ascolto sistematico inaugurato dalla nuova presidente, comprensivo di un sondaggio inviato ai soci a inizio anno e da cui sono emerse tre priorità condivise.
La prima riguarda la promozione dei valori dell’eccellenza italiana come patrimonio culturale, sociale ed economico del Paese. L’azione si focalizzerà su due filoni principali, ovvero la diffusione del valore dell’industria italiana del lusso come locomotiva del Paese con un nuovo studio sull’impatto economico e sociale dell’alto di gamma commissionato a Bocconi/Open impact con il contributo di Bain & company, che verrà presentato nei prossimi mesi, e la promozione dello stile di vita italiano.
In secondo luogo saranno promosse attività a favore dei mestieri del Made in Italy e dei giovani. La proposta che verrà sottoposta al cda di Altagamma intende agire su più fronti, dal sostegno alla nuova filiera tecnologico-professionale alla valorizzazione del sistema di formazione integrato pubblico-privato, anche attraverso le academy aziendali, fino alla valorizzazione dei mestieri del Made in Italy ai giovani attraverso una campagna e alla promozione delle carriere manageriali giovanili. Infine, il terzo pilastro riguarda lo sviluppo del business attraverso studi, relazioni istituzionali e iniziative sui nuovi mercati. (riproduzione riservata)
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