MILANO (MF-NW)--I verbali del Fomc del 28 e 29 luglio hanno riportato che "diversi partecipanti" erano favorevoli a un rialzo dei tassi. Inoltre, "molti ritenevano che un ulteriore irrigidimento sarebbe probabilmente diventato necessario se l'inflazione non fosse diminuita", commenta Gabriel Debach, market analyst di eToro. La preoccupazione era soprattutto l'inflazione. "La Fed vedeva pressioni sui prezzi ancora diffuse e rischi orientati verso l'alto, mentre il mercato del lavoro appariva sostanzialmente in equilibrio", spiega Debach. "Ma proprio quest'ultima parte della fotografia è cambiata dopo la riunione. Il 29 luglio la Fed vedeva un mercato del lavoro stabile. Oggi quella valutazione appare meno solida", prosegue l'esperto. A luglio l'economia americana ha perso 23 mila posti di lavoro, mentre i dati dei mesi precedenti sono stati rivisti al ribasso. "Il tasso di disoccupazione resta al 4,1%, quindi il mercato del lavoro non sta mostrando una rottura. Ma il ritmo di creazione di occupazione ha perso chiaramente velocità", spiega l'esperto. Sul fronte dei prezzi invece, la situazione è leggermente migliorata, con la componente core dell'inflazione scesa dal 2,6% al 2,5%. "Restano però pressioni significative a monte della catena produttiva. I prezzi alla produzione crescono ancora del 4,7% rispetto a un anno fa. E l'energia continua a rappresentare una variabile importante", osserva Debach. "La Fed si trova quindi davanti a un quadro meno lineare rispetto a quello discusso a luglio. L'inflazione resta sopra l'obiettivo, ma sta rallentando. Il mercato del lavoro rimane complessivamente sano, ma ha perso slancio", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)