MILANO (MF-NW)--Gli esperti di Rabobank nel loro consueto commento sui mercato segnalano che attualmente la situazione geopolitica è molto tesa e i mercati potrebbero risentirne. Il Memorandum d'intesa di 60 giorni tra Stati Uniti e Iran è scaduto, con Trump e l'Iran che hanno entrambi respinto qualsiasi proroga, rivendicando il controllo di Hormuz. "A nostro avviso", spiegano da Rabobank, "è improbabile che gli Stati Uniti riprendano azioni militari di vasta portata prima delle elezioni di midterm di novembre. (Si noti che gli Stati Uniti hanno appena assegnato un contratto da 23 miliardi di dollari a Raytheon per accelerare la produzione annuale di missili Tomahawk, portandola da 60 a oltre 1.000 unità, e un accordo da 59 miliardi di dollari con Lockheed Martin per incrementare la produzione di intercettori Patriot da 600 a 2.000 unità)". La minaccia di Trump di bombardare l'Oman è una mossa diplomatica pubblica che risponde alle minacce private di Teheran, volte a impedire che Mascate chiuda il passaggio meridionale di Hormuz, consentendo il trasporto di petrolio via nave che, secondo gli Stati Uniti, sta registrando flussi significativi. L'Arabia Saudita sta ora offrendo petrolio in prossimità dell'Oman, un segnale che potrebbe indicare un tentativo di emulare gli Emirati Arabi Uniti. Questo non aiuta per i prodotti raffinati, dove gli Stati Uniti annunceranno misure per aumentare la capacità di raffinazione: forse portandola al 120%?Tuttavia, come già sostenuto, la relativa calma sul fronte energetico incentiva l'Iran ad accelerare l'escalation. L'intelligence israeliana afferma che Teheran ha ottenuto una notevole ripresa nella produzione di missili balistici ignorando le esigenze dell'economia civile; il Wall Street Journal riporta che l'Iran si sta preparando a fomentare disordini nel Golfo, a tagliare i cavi sottomarini per internet, a destabilizzare ulteriormente il Mar Rosso tramite gli Houthi e a spostare truppe in Kuwait per costringere gli Stati Uniti a un intervento militare sul terreno. Nonostante gli sforzi statunitensi per stabilizzare il Libano (disarmando Hezbollah) e Gaza (disarmando Hamas), la dinamica sopra descritta potrebbe destabilizzare l'intera regione del Grande Medio Oriente. Nel frattempo, le tensioni rimangono elevate sul fronte Russia-Ucraina. Si ipotizza che, dopo le elezioni della Duma del 18-20 settembre, Putin potrebbe intensificare le ostilità mobilitando le truppe e chiudendo il confine; Molto meno probabile è un attacco nucleare tattico; oppure una mossa contro uno stato baltico. Quest'ultima mirerebbe a mettere alla prova la determinazione della Nato, sancita dall'articolo 5, sia in Europa che dagli Stati Uniti. Tale azione potrebbe essere coordinata con l'Iran. fus (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)