MILANO (MF-NW)--L'aumento dell'inflazione britannica "è stato determinato quasi interamente dal rialzo dei prezzi dell'energia legato alla guerra in Iran, piuttosto che da una reale riaccelerazione delle pressioni sui prezzi", commentano gli esperti di Ebury. Se si escludono questi fattori, il quadro appare decisamente più favorevole: "l'inflazione alimentare ha continuato a rallentare e l'inflazione dei servizi, l'indicatore che la BoE monitora più attentamente, è addirittura diminuita il mese scorso", spiegano gli analisti. Inoltre, i dati sul mercato del lavoro rafforzano il quadro disinflazionistico. "Nei dati di oggi non c'è nulla che dovrebbe spingere la BoE a prendere in considerazione un rialzo dei tassi", osservano gli economisti. "Ci aspettiamo che la banca centrale consideri questo dato come un aumento temporaneo dell'inflazione, determinato dall'energia, e mantenga i tassi invariati per il resto dell'anno, a condizione, e questo rimane il principale fattore di rischio, che non si verifichi una nuova escalation in Medio Oriente tale da spingere nuovamente i prezzi del petrolio significativamente più in alto", concludono gli esperti. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)