MILANO (MF-NW)--Negli Stati Uniti, "sia la domanda sia le pressioni sui prezzi sembrano moderarsi", commenta Enrique Díaz-Alvarez, Chief Economist di Ebury. Le rilevazioni mensili dell'inflazione core hanno registrato in media un aumento di circa lo 0,2% dall'inizio della guerra, pari a un tasso annualizzato di poco superiore al 2% e mostrano pochi segnali di effetti di propagazione derivanti dall'aumento dei prezzi dell'energia. "Sebbene non ci fidiamo pienamente delle indagini sul mercato del lavoro, i dati concreti, come le vendite al dettaglio, sembrano confermare un percorso di moderazione della domanda", spiega Díaz-Alvarez. "Prima della riunione della Federal Reserve di settembre restano soltanto un rapporto sul mercato del lavoro e uno sull'inflazione", riporta Díaz-Alvarez. "Riteniamo improbabile che i dati sorprendano al rialzo in misura sufficiente a consentire ai falchi di imporre un aumento dei tassi e siamo quindi tranquilli nel confermare la nostra previsione di tassi invariati fino alla fine dell'anno", dichiara l'economista. Secondo Ebury, "la combinazione tra una Fed prudente e un accordo di pace che consenta la riapertura dello Stretto di Hormuz dovrebbe mantenere il dollaro sotto pressione nei prossimi mesi". cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)