MILANO (MF-NW)--L'oro ha storicamente mostrato una correlazione inversa con i tassi d'interesse reali: tassi reali più elevati tendono a penalizzare il metallo giallo, mentre il loro calo lo sostiene. "Se la Fed dovesse assumere un atteggiamento più accomodante rispetto alle aspettative dei mercati, l'oro potrebbe registrare un rialzo. Al contrario, il perdurare delle preoccupazioni legate a tassi reali più elevati potrebbe continuare a rappresentare un ostacolo per l'oro", commenta Rick de los Reyes, Head of Commodities, Portfolio Manager, Global Equity Division di T. Rowe Price. "Anche l'aumento dei prezzi del petrolio potrebbe influenzare le prospettive", dichiara l'esperto. Un rialzo del greggio, alimentando le pressioni inflazionistiche e le aspettative di tassi più elevati, potrebbe infatti pesare indirettamente sull'oro attraverso i tassi reali. "Nel lungo periodo, tuttavia, riteniamo che la tesi strutturale a favore dell'oro rimanga intatta", prosegue de los Reyes. Con debito e deficit difficilmente destinati a ridursi in modo significativo, il metallo può continuare a svolgere un ruolo di copertura. "La precedente debolezza del metallo giallo sembra essere più strettamente legata a una fase di breve periodo caratterizzata dalle preoccupazioni per l'aumento dei tassi d'interesse reali, piuttosto che a un deterioramento delle prospettive di investimento di lungo termine", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)