MILANO (MF-NW)--Le primarie per le elezioni di midterm negli Stati Uniti non sono ancora concluse. Tuttavia, gli investitori guardano già alle elezioni presidenziali del 2028, anche alla luce della faida interna, ormai sempre più evidente, tra l'ala progressista e quella dell'establishment del Partito Democratico. "È ancora molto, molto presto e, sebbene i sondaggi suggeriscano che Kamala Harris e Gavin Newsom siano i favoriti nella corsa alle primarie democratiche, ci vorranno ancora molti mesi prima di poter capire davvero come si configurerà il panorama", commenta Libby Cantrill, Head of Public Policy di Pimco. Tuttavia, il calendario delle primarie sembra poter favorire un candidato democratico più centrista rispetto a uno progressista. CALENDARIO PRIMARIE 2028 È MOLTO DIVERSO RISPETTO A 2024 Durante il fine settimana, il Comitato Nazionale Democratico ha votato per definire il calendario delle primarie presidenziali del 2028. "La cosa potrebbe sembrare noiosa, ma è importante perché potrebbe influire sul tipo di candidato, per non parlare di quale candidato, che alla fine otterrà la candidatura democratica alla presidenza nel 2028", spiega l'esperta. Nello specifico, il nuovo calendario prevede sei consultazioni prima del "Super Tuesday", previsto per marzo 2028, quando numerosi Stati terranno le proprie primarie. Le prime saranno in Carolina del Sud il 22 gennaio; poi in Nevada il 1° febbraio; in New Hampshire l'8 febbraio; in New Mexico il 15 febbraio; in Michigan il 22 febbraio e infine in Virginia il 29 febbraio. Nel complesso, queste sei consultazioni assegneranno 436 delegati prima del "Super Tuesday". "Questo è in contrasto con il calendario delle primarie democratiche del 2024, quando l'Iowa e il New Hampshire hanno aperto le danze, seguiti dal Nevada e dalla Carolina del Sud, prima del Super Tuesday", dichiara Cantrill. UNA DISTINZIONE CHE FA LA DIFFERENZA Il calendario del 2024 prevedeva, nelle prime fasi, Stati più piccoli e con una popolazione prevalentemente bianca, oltre a un numero inferiore di delegati, 192 in totale. "Ciò è in contrasto con gli Stati più grandi e più eterogenei previsti dal calendario del 2028, che mette in gioco un numero maggiore di delegati (436) nelle prime tornate. Ricordiamo che per ottenere la candidatura di un partito è sufficiente conquistare la maggioranza dei delegati in palio", spiega l'analista. CANDIDATI PIÙ MODERATI POTREBBERO RISULTARE FAVORITI L'ordine è importante in quanto "è un'eccezione rara che il candidato presidenziale definitivo non vinca almeno una, se non la stragrande maggioranza, delle primarie prima del Super Tuesday; in ogni caso, è proprio negli Stati in cui si vota per primi che i candidati acquisiscono slancio - o lo perdono", prosegue Cantrill. Dando maggiore risalto alla Carolina del Sud, uno Stato con una maggiore presenza di elettori afroamericani, e concludendo con la Virginia prima di arrivare al "Super Tuesday", "il Partito Democratico incornicia le importanti primarie iniziali con due Stati in cui i candidati moderati hanno ottenuto risultati significativamente migliori (almeno storicamente) rispetto ai progressisti", osserva l'esperta. Bernie Sanders ha vinto due volte in Nevada, che è il secondo Stato nel nuovo calendario del 2028. Tuttavia, in questo ciclo elettorale il Nevada passerà dal sistema di caucus, piuttosto di nicchia, a un sistema di primarie più inclusivo, che in genere consente di votare a un numero maggiore di elettori. In ogni caso, "se si aggiungono il New Mexico e il Michigan alla Carolina del Sud, alla Virginia e al New Hampshire, la configurazione iniziale appare più favorevole a un candidato teoricamente moderato, già solo in base al comportamento di voto passato di quegli stati", afferma Cantrill. Per questo motivo, "alcuni gruppi progressisti lamentano che il Comitato stia cercando di far pendere l'ago della bilancia a favore di candidati più moderati", commenta l'esperta. LA DIFFERENZA TRA PRIMARIE APERTE, SEMI-APERTE E CHIUSE Tuttavia, alcuni analisti ritengono che il nuovo scenario politico possa evolversi in entrambi i sensi e che potenzialmente possa avvantaggiare i progressisti tanto quanto i centristi. Una sfumatura importante, dichiara Cantrill, che questi analisti tralasciano è che cinque delle sei primarie del nuovo calendario sono "aperte" o "semi-aperte". In una primaria completamente aperta, "chiunque può votare indipendentemente dalla propria iscrizione a un partito, mentre in una primaria semi-aperta gli indipendenti e gli elettori non affiliati possono votare insieme ai democratici", prosegue l'esperta. "Ciò è in contrasto con le primarie democratiche chiuse, in cui solo i democratici registrati possono votare e che spesso favoriscono candidati più schierati. I dati suggeriscono che le primarie aperte e semi-aperte aumentino l'affluenza alle urne, in particolare tra gli elettori di centro, e favoriscano candidati più moderati (qui e qui) rispetto alle primarie chiuse", spiega Cantrill. REPUBBLICANI USERANNO ANCORA CALENDARIO 2024 Dall'altra parte, i repubblicani "non sembrano avere la stessa urgenza dei democratici di modificare il proprio calendario delle primarie e hanno fatto sapere che manterranno quello del 2024 e adotteranno lo stesso approccio per il 2028", conclude l'esperta. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)