Walmart assume una connotazione sempre più digitale. Nel corso dell’earning call del 19 novembre 2025 relativa ai risultati del terzo trimestre, il colosso del retail Usa ha reso noto che il prossimo mese trasferirà la sua quotazione al Nasdaq, un mercato più orientato ai titoli tecnologici.
Walmart ha riportato vendite solide e ha rivisto al rialzo la guidance per l’intero esercizio. I consumatori, in vista della stagione natalizia, continuano a privilegiare convenienza e consegne rapide. Il gruppo ha tuttavia segnalato un rallentamento della spesa da parte delle famiglie a reddito più basso, soprattutto verso fine trimestre. Nel complesso, però, Walmart sta guadagnando quote di mercato, con gli incrementi maggiori tra i clienti ad alto reddito.
Alle 17:10 ora italiana il titolo guadagnava il 6,2% a 106,8 dollari per azione.
Nel trimestre chiuso il 31 ottobre, le vendite comparabili negli Stati Uniti - quelle generate da negozi e canali digitali aperti da almeno un anno - sono aumentate del 4,5%. L’azienda ha alzato le stime su vendite e utili per l’esercizio in corso.
I risultati robusti del maggior retailer americano per ricavi indicano che, pur restando cauti sullo stato dell’economia e ancora alle prese con anni di prezzi elevati, i consumatori continuano a spendere quando percepiscono un buon rapporto qualità-prezzo. Walmart ha indicato che i prezzi nei suoi punti vendita sono saliti dell’1,3% nel trimestre, meno dell’inflazione complessiva, pari al 3% a settembre.
Nel trimestre, i ricavi totali sono saliti del 5,8% a 179,5 miliardi di dollari, mentre l’utile netto è aumentato del 29% a 6,1 miliardi. Per l’intero esercizio, il retailer prevede ora una crescita delle vendite tra il 4,8% e il 5,1% e utili per azione fra 2,58 e 2,63 dollari. Ad agosto le stime indicavano un incremento dei ricavi compreso tra il 3,75% e il 4,75% e utili per azione tra 2,52 e 2,62 dollari.
Secondo il cfo John David Rainey, le vendite hanno accusato un breve rallentamento in seguito alla sospensione temporanea dei fondi federali per il programma di assistenza alimentare (Snap), ma ciò non ha compromesso l’andamento trimestrale.
Tra i clienti ad alto e basso reddito, «la disparità è aumentata verso la fine del trimestre rispetto alle fasi iniziali dell’anno», ha spiegato Rainey, sottolineando come il consumatore resti sotto pressione. I prezzi alimentari, ha aggiunto, sono superiori del 25% rispetto a cinque anni fa.
I clienti «cercano aziende che offrano valore, ma anche convenienza ed efficienza operativa», ha affermato. Quanto all’impatto dei dazi, «è inferiore a quanto molti potrebbero aspettarsi», grazie agli sforzi del gruppo per contenere i prezzi: Walmart ha assorbito parte dei rincari e trasferito il resto ai clienti. Gli aumenti più marcati si registrano nelle categorie d’importazione come elettronica e arredamento da esterni.
Parallelamente, Walmart ha ampliato la copertura dei servizi che consentono la consegna entro poche ore degli acquisti online, raggiungendo il 95% delle famiglie statunitensi. Insieme alla crescita della pubblicità digitale, questo ha spinto le vendite e-commerce del 27% nell’ultimo trimestre.
«Stiamo guadagnando quote di mercato, migliorando la velocità di consegna e gestendo bene le scorte. Siamo ben posizionati per chiudere l’anno in forza e per ciò che verrà dopo», ha dichiarato l’Ad Doug McMillon nel comunicato.
La scorsa settimana l’azienda ha annunciato che McMillon lascerà la guida del gruppo alla fine dell’esercizio fiscale dopo 12 anni, cedendo il testimone a John Furner, veterano dell’azienda e da sei anni responsabile delle operazioni negli Stati Uniti.
I risultati sottolineano una tendenza strutturale del retail: i gruppi che offrono valore su beni essenziali, unito a una buona esperienza d’acquisto, stanno mettendo in difficoltà la concorrenza.
In settimana Target ha riportato un calo del 2,7% delle vendite comparabili, complice la ricerca di maggiore convenienza da parte dei clienti e la priorità data alle spese non discrezionali. Home Depot ha registrato un utile trimestrale in calo e ridotto l’outlook annuale a causa del proseguire della debolezza nel settore del fai-da-te. Anche Lowe’s ha riportato vendite fiacche.
In netta controtendenza, Tjx - proprietaria di T.J. Maxx - ha annunciato vendite robuste, con le comparabili in crescita del 5%. Amazon aveva già comunicato lo scorso mese un aumento del 13% delle vendite nette, a 180,2 miliardi di dollari.(riproduzione riservata)
