In vista di una possibile offerta pubblica iniziale, secondo alcune fonti qualificate, la casa automobilistica svedese Volvo punta a raccogliere altri 500 milioni di dollari attraverso la vendita di azioni privilegiate dopo aver raccolto lo stesso importo da investitori svedesi nel mese di dicembre. Stando ai documenti visionati dal Wall Street Journal, la raccolta (circa un miliardo di dollari in totale) sarà dedicata al rafforzamento della base di capitale e al finanziamento dei piani di crescita di Volvo Cars. Il gruppo, assorbito da Zhejiang Geely Group Holdings per 1,8 miliardi di dollari nel 2010, ha preso contatto con diversi investitori cinesi in merito all’acquisto di azioni, tra cui fondi sovrani e società di private equity. A quanto pare, Volvo avrebbe trasmesso ai potenziali interlocutori l’intenzione di quotarsi. La sede di collocamento potrebbe essere sia l’Europa che Hong Kong, ma la società non avrebbe ancora stabilito né il luogo né le tempistiche.
In base ai documenti, i potenziali investitori potranno godere di determinati sconti sul futuro prezzo di collocamento, a seconda di quando la quotazione avverrà. Geely è sempre in contatto con gli investitori, ha chiarito il direttore della comunicazione Ashley Sutcliffe, precisando che il gruppo non ha in previsione un’ipo nel breve periodo. Stando al portavoce di Volvo lo sbarco in borsa è un’opzione, ma non ci sono progetti al riguardo al momento. Quindi ha rifiutato di commentare la vendita di azioni, riducendo la questione a una «speculazione di mercato».
In dicembre Volvo ha piazzato 5 miliardi di corone (564 milioni di dollari) di titoli privilegiati a un gruppo di investitori istituzionali svedesi, tra cui due fondi pensione e una compagnia assicurativa locale. «Un altro passo verso l’ambizione a lungo espressa da Volvo Cars di agire in quanto società quotata», aveva commentato all’epoca l’azienda guidata dal ceo Martin Lundstedt.
Geely ha impegnato 11 miliardi di dollari dall’acquisizione, perfezionando il lineup di Volvo e incrementando nettamente le vendite negli Stati Uniti e in Cina. Inoltre ha operato una riduzione dei costi, in parte mediante la produzione nell’ex Celeste Impero di alcuni modelli diretti all’esportazione in tutto il mondo e ha intrapreso un massiccio programma di investimento volto a consentire una migliore competizione con Bmw, Mercedes-Benz e Audi.
Nel 2016 Volvo ha registrato un aumento del 67% dell’utile netto a 7,5 miliardi di corone su un fatturato di 180,7 miliardi di corone, in crescita del 10% rispetto all’anno precedente. L’anno scorso le vendite globali sono migliorate del 6% con 534.332 veicoli, procedendo sulla buona strada per il target di 800 mila veicoli entro il 2020. (riproduzione riservata)
Traduzione di Giorgia Crespi
