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Vivere di rendita con gli Etf: quanto serve davvero (e per chi ha senso)
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Vivere di rendita con gli Etf: quanto serve davvero (e per chi ha senso)

04 maggio 2026, 17:30 Ultimo aggiornamento: 06 maggio 2026, 09:42

Ecco come costruire una strategia di income investing puro, oppure affiancarla a un portafoglio ad accumulazione già esistente.

Questo articolo è stato pubblicato su 4 soldi da investire, la newsletter di Marco Capponi per iniziare a investire in modo consapevole. Per riceverla basta iscriversi da qui.


Nelle ultime settimane sto individuando una richiesta comune nelle mail che mi inviate: approfondire le strategie da rendita passiva. Tradotto in soldoni: come garantirsi un'entrata costante e il più possibile regolare con i propri investimenti. 

E cioè azioni ad alto dividendo, bond ed Etf a distribuzione

Ma si può davvero "vivere di rendita" con i propri investimenti? E soprattutto, chi può permetterselo e chi no?

Come (e perché) investire a distribuzione

Per provare a rispondere dobbiamo fare un tuffo indietro nel passato: in un precedente approfondimento della newsletter avevamo visto le differenze tra investimento ad accumulazione e investimento a distribuzione, e avevamo visto come l'income investing - la ricerca di rendite passive - non sia in realtà la strategia ideale per tutti i portafogli.

Il motivo è semplicissimo: investire per intascare subito cedole e dividendi comporta un carico fiscale poco ottimizzato (si paga su ogni distribuzione e non solo al momento della vendita del prodotto sull'eventuale plusvalenza) e soprattutto riduce l'efficienza dell'interesse composto, l'effetto moltiplicatore generato dal reinvestimento delle cedole. 

Quindi, se si sceglie di provare a "vivere di rendita" con azioni, bond ed Etf bisogna anzitutto rispondere alle seguenti domande:

  • Ricevere distribuzioni periodiche (ogni tre mesi, sei mesi, una volta all'anno) ci serve effettivamente a qualcosa?
  • Possiamo rinunciare alla massima efficienza dell'interesse composto in cambio di denaro di pronto utilizzo (tradotto: l'uovo oggi ci serve più della gallina domani)?
  • Abbiamo abbastanza denaro da investire affinché le distribuzioni cedolari non siano piccoli balzelli ma abbiano una qualche utilità pratica (per esempio, ci servono per pagare le bollette)?

Se la risposta è "Sì" a tutte e tre le domande, allora può avere senso costruire una strategia di income investing puro, oppure affiancarla a un portafoglio ad accumulazione già esistente.

Non avrà invece molto senso smontare un portafoglio ad accumulazione pagando le tasse sulle plusvalenze per costruirlo a distribuzione. Se il nostro portafoglio, magari costruito nel corso di un lungo orizzonte temporale, non prevede la distribuzione di cedole, potrebbe avere più senso costruirsi un "dividendo fatto in casa" con un'adeguata strategia di decumulo

Anche perché più che il rendimento da dividendo, conta la sostenibilità dei flussi nel tempo rispetto al capitale investito. Se siete interessati ad approfondire questo argomento, fatemelo sapere in mail.

Vivere di rendita con gli Etf: si può?

Se avete superato il primo test e avete deciso di provare a costruire una rendita passiva effettiva con i vostri strumenti a distribuzione, il secondo passaggio è capire quanto sarà necessario mettere in circolo affinché le cedole possano dare un contributo effettivo alle vostre spese.

Se la vostra ambizione è effettivamente "vivere di rendita" con i vostri investimenti e non avere nessun'altra entrata finanziaria (ipotesi piuttosto estrema, me ne rendo conto) sarà necessario, prendendo come riferimento uno tra gli Etf ad alto dividendo con più masse in gestione, avere un capitale di partenza nell'ordine del milione di euro.

L'Etf considerato dalla simulazione che JustEtf ha fatto per MF-Milano Finanza, il VanEck Morningstar Developed Markets Dividend Leaders, oggi ha un rendimento da dividendo atteso (non garantito) del 3,31%. Il che significa che un investimento di un milione di euro genererebbe 33.310 euro al lordo della tassazione, meno il 26% di imposte.

Sufficiente a vivere di rendita? Assolutamente no, a meno che non si voglia vivere facendo molta economia sullo stretto necessario (una vita monastica con un portafoglio da milionari). Ma se l'investimento si prolunga nel corso del tempo ci sarà un apprezzamento del capitale - sempre che le borse salgano - e quindi, man mano che si andrà avanti con gli anni, il patrimonio al lavoro sul mercato crescerà.

Lanciando la stessa simulazione con lo stesso Etf nel periodo 2017-24 (una fase molto favorevole ai mercati) JustEtf ha calcolato come, al termine del periodo considerato, l'investitore milionario avrebbe ricevuto 50 mila euro netti a valere sull'anno 2024: una cifra in grado di «coprire almeno in parte lo stile di vita medio di una persona che vive in Italia, soprattutto se supportati da una gestione oculata delle spese», commenta il country manager di JustEtf, Lorenzo Demaria.

E chi (come è probabile) un capitale di un milione di euro da dedicare a una strategia di income investing in Etf non lo avesse?

Ovviamente, la simulazione sul "vivere di rendita" puro è - come accennavo - molto poco verosimile. Se si saranno fatti bene i compiti a casa il momento della costruzione della rendita passiva (verosimilmente quando si è un po' avanti con gli anni e si programma la vita durante la pensione) una strategia income in Etf (o in azioni o bond) andrà di pari passo con:

  • Pensione pubblica
  • Previdenza integrativa sotto forma di rendita
  • Eventuali rendite passive da immobili
  • Nessun mutuo mensile da pagare

In presenza di un portafoglio strutturato e ben predisposto all'income investing, per attuare una strategia di Etf ad alto dividendo potrebbe bastare anche meno capitale, comunque non inferiore, secondo i consulenti finanziari, a 100-200 mila euro per integrare il reddito, non per sostituirlo.

La scelta degli strumenti: gli Etf ad alto dividendo

Il passaggio finale consiste nello scegliere gli strumenti effettivi con cui attuare questa strategia.

Se pescando tra le singole azioni c'è una maggiore possibilità di individuare titoli con rendimenti da dividendo elevati, anche a doppia cifra, gli Etf rimangono lo strumento più semplice per chi non è avvezzo all'analisi fondamentale dei titoli, oltre che il più indicato in termini di riduzione del rischio tramite diversificazione dei sottostanti

JustEtf censisce 96 Etf ad alto dividendo, che secondo alcune teorie di portafoglio costituiscono una forma di investimento fattoriale. L'alto dividendo (high dividend) è, secondo chi sostiene questa tesi, un fattore al pari di value, size, quality, momentum e low volatility in grado di spiegare la performance di lungo periodo dei titoli, spesso correlato ai fattori value e quality.

Lo stato del dibattito è al classico punto "è nato prima l'uovo o la gallina", con gli oppositori della teoria che sostengono come le azioni di qualità e quelle sottovalutate tendano anche a offrire rendimenti più generosi. Motivo per cui l'high dividend sarebbe un "effetto collaterale" del quality e del value.

Dibattiti accademici a parte, l'investitore che optasse per Etf ad alto dividendo potrebbe scegliere tra:

  • La versione a distribuzione di Etf generalisti come Msci World o Msci Acwi: maggiore apprezzamento del capitale atteso, ma rendimenti da dividendi molto più contenuti (la versione a distribuzione dell'Msci World attualmente ha uno yield dello 0,9%). Una soluzione di questo tipo, a livello di posizionamento in portafoglio, può avere senso solo come "macchina da apprezzamento del capitale" in una strategia income strutturata con altri strumenti a cedola più elevata
  • Un Etf specifico nei titoli ad alto dividendo, che replicano indici di società che tendenzialmente hanno cedole costanti e crescenti nel tempo. Questi sono gli strumenti più congeniali all'investitore income puro, badando sempre alla sostenibilità dei sottostanti. Per fare la prova, quando vedete il grafico del rendimento su JustEtf togliete la spunta "dividendi inclusi" in basso a destra. Se l'Etf avrà un total return negativo o comunque molto più basso di quello che include i dividendi può essere un segnale (non definitivo) di scarsa sostenibilità

E voi: avete mai provato a vivere di rendita con le distribuzioni di azioni, bond ed Etf? Come avete scelto gli strumenti in cui investire? Fatemelo sapere alla mail mcapponi@class.it.

Noi ci sentiamo la prossima settimana...seguiteci su tutti i canali di MF-Milano Finanza perché sta per arrivare una grande novità relativa a 4 Soldi da Investire.



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