Villa Sandi, storica casa vinicola trevigiana da oltre 130 milioni di euro di fatturato della famiglia Moretti Polegato, si colloca tra i pionieri nell'applicazione della tecnologia alla viticoltura. Al termine di un percorso durato oltre due anni, il gruppo ha collegato gli oltre 200 ettari di proprietà tra Veneto e Friuli Venezia Giulia attraverso un'unica piattaforma digitale, capace di raccogliere e interpretare in tempo reale dati agronomici e climatici. Centraline meteorologiche monitorano temperatura, umidità, precipitazioni e vento, mentre foglie elettroniche rilevano la bagnatura della vegetazione e sensori collocati fino a 70 centimetri di profondità misurano l'umidità del suolo. Le informazioni, elaborate anche mediante algoritmi di intelligenza artificiale, aiutano gli agronomi a decidere dove, quando e con quale intensità intervenire. Droni e immagini satellitari consentono inoltre di rilevare eventuali condizioni di sofferenza delle piante e di individuare il momento ideale per la vendemmia. Un investimento importante, che ha permesso di ridurre fino al 20% i trattamenti fitosanitari e mediamente del 10% i consumi idrici. Nei vigneti dove il sistema è affiancato dagli studi sul suolo e dall'impiego dei portinnesti del gruppo “M”, il risparmio d'acqua può raggiungere il 70% rispetto agli appezzamenti limitrofi. «La tecnologia non sostituisce l'esperienza dell'uomo, ma la rende più consapevole. La viticoltura è fatta di osservazione, sensibilità e conoscenza del territorio. Oggi possiamo affiancare a questo patrimonio di competenze strumenti digitali e di IA che ci aiutano a interpretare una notevole quantità di informazioni, permettendoci di comprendere ancora meglio ciò di cui ogni vigneto ha realmente bisogno», commenta Leonardo Moretti Polegato, vicepresidente di Villa Sandi, «Questo significa intervenire solo dove serve, nel momento giusto e con la giusta intensità, migliorando la qualità delle uve e riducendo l'impatto sull'ambiente». Una regia digitale, insomma, che non cancella l'occhio dell'agronomo, ma gli permette di leggere in anticipo ciò che ogni filare sta per raccontare.