Ci sono luoghi in cui le fantasie dell’infanzia su scenari fiabeschi e villaggi incantati prendono vita, luoghi onirici, pervasi da un alone di mistero e magia, dove il confine fra realtà e immaginazione sfuma tanto da confondere la percezione. La valle dei camini delle fate, in Cappadocia, è uno di questi. Così chiamata per le particolarissime formazioni geologiche di origine vulcanica dalla forma conica e la cima a comignolo, dove si dice vivessero un tempo le piccole creature. Scavati al loro interno da antichi popoli e monaci eremiti per ospitare abitazioni, chiese, rifugi o vere e proprie città sotterranee, i pinnacoli in tufo disseminati lungo l’altopiano anatolico alimentano da sempre miti e leggende, fantasie ricamate sulla trama della storia, stratificazioni narrative innestate su 30 milioni di anni di sedimentazioni laviche. Da ammirare con un volo in mongolfiera, da esplorare a terra tra cunicoli e segrete, da vivere con una cena al limite del surreale, immersi nell’incanto di queste immaginifiche sculture naturali. Si qualifica subito l’itinerario di Turisanda da Istanbul a Trebisonda, in partenza il 18 giugno: dieci giorni e nove notti fuori dall’ordinario, per un gruppo ristretto di massimo venti persone, in viaggio dalla porta d’Oriente all’antica capitale di Comneno, lungo la costa orientale del Mar Nero sulle antiche rotte commerciali della Turchia del nord. Se lo stupore è la promessa implicita nel tour, la presenza di un’accompagnatrice d’eccezione è la sorpresa dichiarata: Marina Pierri, scrittrice e co-fondatrice di FeST - Il Festival delle Serie Tv, studiosa di narratologia, specializzata nell’analisi degli archetipi narrativi nel Viaggio dell’Eroina, arricchirà l’itinerario, alla scoperta delle civiltà che hanno fondato la nostra cultura. Inaugura così la collezione delle 35 spedizioni Signature, pensata per celebrare i cento anni del brand, marcando subito il punto: per sei tour - uno per ciascuna delle sei rotte geografiche che compongono la limited edition - l’unicità di un’esperienza firmata Turisanda si combina alla possibilità di viverla con compagni di viaggio speciali. Marina Pierri ma non solo: fotografi, esperti di avventure on the road, scrittori, storyteller, travel blogger, che del viaggio hanno fatto uno stile di vita, oltre che un modo di raccontarsi al mondo, e che, per l’occasione, si aggiungeranno alle guide previste in loco. Voci autorevoli pronte a catturare con parole, immagini, contenuti audio/video, l’essenza di ogni itinerario.
Da una parte, il Namib, parola nama che significa “vasta pianura arida”, dall’altra, il Kalahari, dalla lingua Tswana “la grande sete”; l’uno, il più antico deserto del pianeta, che si estende dalla costa atlantica al cuore del Naukluft Park, dove il fiume Tsauchab scompare tra l’argilla bianca alla base di alcune tra le dune più alte al mondo; l’altro, un gigantesco deposito di sabbia rossa, dove crescono qua e là come miraggi alberi e arbusti, fra corsi d'acqua che in occasione delle piogge tornano a scorrere lungo alvei normalmente secchi, e dove abita il più grande leone del continente africano. Siamo in Namibia, terra di deserti e di diamanti, i più preziosi dei quali risplendono nelle sue stesse meraviglie, dalle distese rocciose alla nebbia che si leva dalla costa, dalle dune che si tuffano nel mare alle sconfinate savane, in una carrellata di contrasti aspri e bellissimi. Si dice che questo Paese non abbandoni il cuore di chi vi si addentra. Soprattutto se ad accompagnare l’itinerario da Windhoek al Caprivi, con partenza l’1 luglio, è la coppia di travel blogger The Travelization, alias Sara e Lorenzo, giramondo incalliti che hanno tradotto una grande passione in professione. Dopo aver visto e raccontato infiniti angoli del globo, la Namibia è il loro sogno nel cassetto, un’avventura per la vita, fra la varietà cromatica di una natura sempre diversa e conturbante, che dalle imponenti sagome di “Big Daddy” e Big Mama”, come sono state ribattezzate le dune più alte di Sossusvlei, evolve nei crateri alieni della Valle della Luna, dove allestire un campo tendato per una cena “spaziale” e una notte sotto le stelle, fino a dar vita alle spettacolari rocce basaltiche di Organ Pipes e alle foreste pietrificate del Damaraland, alla scoperta dell'arte rupestre di Twyfelfontein. L’incontro con le culture tribali boscimane e le antiche tradizioni del popolo Himba conquista quanto quello con la fauna locale: rinoceronti, elefanti, giraffe, zebre, antilopi, gnu, orici, struzzi, leoni, ghepardi, leopardi e le numerose altre specie che abitano i parchi nazionali dell’Etosha e di Bwabwata, lungo la celebre Caprivi Strip, ultima cartolina della Namibia. Prima del gran finale: la muraglia d’acqua tonante delle cascate Victoria, nel vicino Zimbabwe. Una conclusione col botto.

Per secoli si è utilizzata l’espressione “Vale un Perù” come sinonimo di “Vale una fortuna”, in riferimento all’abbondanza d’oro e d’argento che i conquistadores di Pizarro trovarono nel 1582 quando approdarono nella terra degli Inca. Oggi, sebbene il mito dell’El Dorado sia un ricordo lontano, il Perù resta in cima alla lista delle destinazioni più affascinanti e misteriose. Di sicuro in cima alla lista dei desideri di In Viaggio col Tubo, la coppia di travel vlogger Giorgio e Martina, che accompagneranno l’itinerario da Chan Chan a Machu Picchu, in partenza il 31 Ottobre dalla capitale Lima, per raccontare attraverso l’arte del videomaking la storia millenaria dei figli del Sole e la bellezza ipnotica di paesaggi tanto diversi quanto leggendari: dalle fertili vallate alle coste lambite dal Pacifico, attraverso il deserto roccioso e il gelido altopiano andino, fino alle verdi profondità delle foreste tropicali. «C’è tanto da vedere… che non bastano gli occhi!», scrisse il geografo italiano naturalizzato peruviano, Antonio Raimondi. Dopo un’incursione nell’architettura coloniale del XVI secolo, passeggiando per il centro della capitale, e un primo approccio alle straordinarie civiltà precolombiane nel Museo Larco, le fascinazioni di un passato antico si materializzano nei pressi di Trujillo lungo la Ruta Moche, il circuito di siti archeologici della cultura preincaica Mochica, come Chan Chan, la cittadella di fango più estesa d’America, un tempo capitale dell’impero Chimù e il complesso “El Brujo”, dove maestosi templi, huaca e piramidi tronche raccontano tradizioni millenarie. Dalle pianure desertiche alle boscose montagne di Urubamba (Cusco), l’avvicinamento alla città perduta, Machu Picchu, è un’ascesa verticale nello spazio fisico delle alture andine e spirituale nelle profondità interiori che si aprono alla sacralità dei luoghi: Chachabamba e i suoi riti di purificazione legati all’acqua, le antiche rovine di Winay Wayna, le recinzioni di Intipunku (Porta del Sole), antica porta d’accesso alla città. Un viaggio di rinascita, nell’ancestrale spiritualità della cultura Inca, propiziato dalla cerimonia sacra di un’autentica cena Pachamanca, che celebrava il ciclo della vita rendendo omaggio alla dea della fertilità

«Chi vive vede molto, chi viaggia vede di più», recita un proverbio arabo. Chi viaggia con Turisanda, sulla rotta da Jeddah a Tabuk in Arabia Saudita, in partenza l’8 novembre, vede di più e vede diverso. Un invito a nozze per chi, come il giovane fotografo Mattia Bonavida, è sempre a caccia di un’immagine sublime. Coordinatore del progetto di Nikon Italia, #NikonCreators, e accompagnatore per questo itinerario, si cimenterà con lo scatto perfetto fra le istallazioni della Corniche o le palafitte della Moschea galleggiante di Jeddah, città moderna dal cuore d’argilla, custodito tra gli antichi palazzi di corallo e mattoni del centro storico, Patrimonio mondiale dell’Unesco. Magari, catturato dallo splendore della città santa e illuminatissima, Medina, che accoglie le spoglie del Profeta, insieme ad alcuni fra i siti più significativi della cultura islamica, come il complesso delle sette moschee, il capolavoro ottomano della stazione ferroviaria di Hejaz e il museo Dar Al Madinah. O, ancora, ispirato dai tesori archeologici nell’oasi desertica di AlUla, una delle città fortificate più antiche della penisola arabica. Qui, sulle leggendarie vie carovaniere dell’incenso e della seta, Hegra, la piccola "Petra dell'Arabia Saudita", nonché primo sito del Paese inscritto tra i patrimoni dell’Umanità, racconta oltre 2.600 anni di storia e le glorie del Regno nabateo con più di cento monumentali tombe rupestri, ricavate nelle imponenti arenarie rosse del deserto. Sfingi, aquile e grifoni si librano minacciosi sopra gli ingressi dei siti funerari per proteggerli dagli intrusi. Tutt’intorno una scenografia unica di sagome rocciose erose dal vento in forme sempre diverse che emergono dalla sabbia, come la celebre Elephant Rock e, più a nord, nella regione montuosa di Tabuk, l’incantevole Wadi Al Disah, la valle delle palme, stretta tra scoscese pareti di arenaria e i faraglioni di roccia della Hisma Valley. Tra l’oro delle dune e quello delle stelle, trascorrere una notte nel deserto saudita, all’interno di un campo tendato, è l’esperienza di un rapimento estatico, nell’incontro senza filtri con la dimensione più struggente di una natura antica.
Dici Rajasthan e pensi ai Maharaja. Sarà un po’ colpa delle suggestioni salgariane, ma il nord dell’India evoca sempre sgargianti sinfonie di colori, fantasie di residenze imperiali, sfarzosi palazzi e antichi templi riccamente decorati. Non ci si inganna. Ma in un Paese che è tante cose insieme, un mix di bellezza ed emozioni, contraddizioni e complessità, c’è questo e anche di più: con la sua sfuggente e assoluta diversità, l’India svela al viaggiatore la sua natura più profonda. Anche per questo Davide Anzimanni e Rebecca Paviola, fotografi e content creator, sono stati scelti da Turisanda per accompagnare l’itinerario da Delhi alle dune di Khimsar, in partenza il prossimo 16 novembre: per catturare con l’obiettivo la vibrante vita dei bazar, la spiritualità onnipresente, le maestose architetture e la calda umanità che si racconta in ogni scorcio. A partire dalla sua vivace, onirica e disorientante capitale, Delhi, disseminata delle vestigia di imperi passati, dal superbo Forte Rosso, emblema della gloria Moghul, al più alto minareto in mattoni al mondo, Qutab Minar, alla grande moschea Jama Msjid, ma anche recenti grattacieli e tributi alla modernità, in un mosaico che condensa in sé l’essenza del subcontinente. Un Paese che si dispiega nella poetica dei suoi paesaggi, come l’oasi di Khimsar, nel cuore del Deserto del Thar, dove una cena a tu per tu con la natura, immersi nella morbida distesa di dune dorate, sotto il cielo vibrante di un tramonto giallo-aranciato, è un’esperienza che resta per la vita. Un Paese che si specchia nei cromatismi delle sue pittoresche città: Mandawa, con una sorprendente carrellata di storiche dimore e haveli, case private di ricchi commercianti che esibivano nello sfarzo dei decori il loro status e le loro fortune; Jodhpur, la “città blu”, così nominata per l’azzurro intenso delle sue case, dominate dal forte Mehrangarh; Udaipur, “la città bianca” o la Venezia d’Oriente, celebre per i suoi palazzi Rajput, costruiti su una rete di laghi artificiali; Jaipur, la “città rosa”, per la tinta salmone dei suoi edifici, a partire dalla spettacolare facciata del palazzo di Hawa Mahal, dotata di ben 953 finestre a traliccio, fino al City Palace, passando per la grandiosa architettura del Forte Amber (XVI secolo). Un Paese, infine, che si racconta nei suoi monumenti simbolo, come Fort Kumbhalgarh, la Grande Muraglia indiana, la seconda più lunga al mondo, e, ca va sans dire, l’iconico Taj Mahal, ad Agra, un mausoleo dallo sfarzo smisurato che tramanda il segreto di un amore eterno, un sogno di marmo voluto dall’imperatore moghul Shah Jahan in memoria della sua sposa.

Secondo una leggenda finlandese, è la scia luminosa prodotta dalla coda di una volpe artica in corsa sulla neve. Per i norvegesi è il riflesso del sole sugli scudi delle Valchirie. I lapponi, o Sami, ritengono invece che sia l’espressione dell’energia sprigionata dalle anime defunte in viaggio verso l’aldilà. Ci sono voluti migliaia di anni perché la scienza spiegasse il fenomeno. Fatto sta che l’aurora boreale, fonte di miti e credenze, resta uno dei più affascinanti spettacoli naturali che sia dato di osservare sulla terra. Ammirarlo a Kilpisjärvi, nel punto esatto in cui si incontrano i confini di Norvegia, Finlandia e Svezia, è una delle emozioni a tinte forti dell’itinerario Le Tre Lapponie, in partenza il 14 febbraio 2025. Non l’unica: fare esperienza della vita nei ghiacci all’interno di un accampamento Sami, prima di un safari con le renne a Camp Tamok, non lontano da Tromsø, soggiornare in un igloo di vetro, addentrarsi nella tundra artica guidando una slitta trainata da husky, tuffarsi nel gelido mare del Nord, dopo una traversata a bordo di una nave rompighiaccio, o visitare l’Icehotel di Jukkasjärvi, costruito ogni anno a dicembre e smantellato ad aprile, sono tutte esperienze che sembrano uscite da un film fantasy, un romanzo d’avventura o un libro di fiabe. A raccontarle sul loro blog di viaggi Miprendoemiportovia, uno dei primi in Italia, saranno Elisa e Luca, inguaribili giramondo che hanno fatto della loro vita un’esplorazione senza fine. E che, insieme a Turisanda e ai viaggiatori che sceglieranno di intraprendere questo itinerario, si preparano ad estrarre il proverbiale desiderio dal cassetto: le isole Lofoten, l’arcipelago che, nelle turbolente acque del Mare di Norvegia, schiudono scenari da cartolina. Vette affilate che si stagliano nel cielo blu cobalto, fiordi profondi che si tuffano nel mare, schiere di pittoreschi Rorbuer (case dei pescatori), fanno da cornice a uno dei momenti clou del tour: la Feast Hall del Lofotr Viking Museum trasformata in un’esclusiva sala da pranzo, per una cena con vista sulle navi vichinghe. Ciliegina sulla torta di un viaggio che è già una delizia.
Sei tour fuori dal comune. Altrettanti accompagnatori d’eccezione, portavoce ciascuno di una visione peculiare sul mondo, condivisa con le rispettive community di viaggiatori attraverso linguaggi e strumenti differenti: ora un’immagine, ora una trama di parole, ora l’effetto combinato di entrambi in un video, per cogliere l’essenza più profonda di culture lontane, immortalare paesaggi sconfinati e fermare nell’istante momenti unici di itinerari unici. Così Turisanda raddoppia la posta e la rilancia. Con una scoperta nella scoperta.
Marina Pierri - https://www.instagram.com/marinapierri/ - Tuchia – Georgia | Da Istanbul a Trebisonda 18-27/6/2024
The Travelization - https://www.instagram.com/thetravelization/ - Namibia – Botswana- Zimbabwe |Da Windhoek alle pianure del Caprivi | 1-15/07/2024
In Viaggio Col Tubo - https://www.instagram.com/inviaggiocoltubo/ - Perù | Da Chan Chan a Machu Picchu | 31/10 - 10/11/2024
Mattia Bonavida - https://www.instagram.com/mattiabonavida/ - Arabia Saudita | Da Jeddah a Tabuk | 8-15/11/2024
Davide Anzimanni - https://www.instagram.com/davide.anzimanni/ - India | Da Delhi alle dune di Khimsar | 16-29/11/2024
Rebecca Paviola - https://www.instagram.com/rebecca.paviola/ - India | Da Delhi alle dune di Khimsar | 16-29/11/2024
Mi Prendo E Mi Porto Via - https://www.instagram.com/miprendoemiportovia/ Norvegia – Finlandia – Svezia | Le 3 Lapponie | 14-23/02/2025