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Usa, ecco come l’intelligenza artificiale sta ridisegnando le opportunità di lavoro per le nuove generazioni
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Usa, ecco come l’intelligenza artificiale sta ridisegnando le opportunità di lavoro per le nuove generazioni

di Justin Lahart (Wall Street Journal)
26 agosto 2025, 18:38

Secondo i risultati di un nuovo studio, i lavoratori più giovani affrontano una crescente competizione con l’AI in settori come lo sviluppo di software

L’intelligenza artificiale sta limitando profondamente le prospettive occupazionali di alcuni giovani americani, secondo nuove ricerche. I giovani lavoratori sono penalizzati nei settori in cui gli strumenti di intelligenza artificiale generativa, come ChatGpt, possono automatizzare più facilmente i compiti svolti dagli esseri umani, ad esempio lo sviluppo software. Lo afferma un articolo pubblicato da tre economisti della Stanford University.

Gli esperti hanno analizzato dati anonimi su milioni di dipendenti in decine di migliaia di aziende, comprese informazioni dettagliate sull’età e sulle mansioni dei lavoratori.

«C’è un cambiamento chiaro ed evidente quando si osservano specificamente i giovani lavoratori maggiormente esposti all’AI», ha dichiarato l’economista di Stanford Erik Brynjolfsson, che ha condotto la ricerca insieme a Bharat Chandar e Ruyu Chen. Allo stesso tempo, gli economisti hanno trovato prove che nei settori in cui l’AI può aiutare le persone nel loro lavoro, invece di sostituirle, l’occupazione tra i giovani sta migliorando.

Mentre sono emerse evidenze sugli effetti dell’AI in alcune professioni, come la programmazione software, finora c’erano poche prove concrete che la tecnologia stesse incidendo in modo significativo sul mercato del lavoro. Il problema è che ChatGpt è stato lanciato in un periodo in cui la Federal Reserve stava rallentando la crescita economica con forti aumenti dei tassi di interesse, e la crescita occupazionale stava rallentando rispetto al boom di assunzioni legato alla pandemia. La nuova ricerca aiuta a distinguere l’impatto dell’IA da questi altri fattori.

Occupazione in calo

Utilizzando i dati Adp, gli economisti hanno potuto ottenere una visione dettagliata di come l’AI generativa abbia influito sul mercato del lavoro. I dati includono informazioni precise sull’età e sulle occupazioni dei lavoratori, risultando quindi molto più completi rispetto al sondaggio sulle famiglie che il Dipartimento del Lavoro utilizza per il suo rapporto mensile sull’occupazione. Gli economisti di Stanford hanno dapprima analizzato le aree in cui l’AI può automatizzare molti dei compiti svolti dai lavoratori e, quindi, potenzialmente sostituirli. Questi includono lavori come sviluppatori software, receptionist, traduttori e addetti al servizio clienti.

La loro scoperta: l’occupazione in queste categorie si è indebolita dalla fine del 2022 rispetto ad altre professioni, soprattutto tra i lavoratori più giovani. «Dalla fine del 2022 e dall’inizio del 2023 si comincia a vedere che la loro occupazione ha davvero preso una direzione diversa rispetto agli altri lavoratori», ha detto Brynjolfsson.

Tra gli sviluppatori software di età compresa tra 22 e 25 anni, ad esempio, il numero di occupati era quasi inferiore del 20% lo scorso luglio rispetto al picco della fine del 2022. Si tratta di ostacoli importanti per il gran numero di studenti che negli ultimi anni hanno conseguito una laurea in informatica. Per i lavoratori di età compresa tra 26 e 30 anni, il numero di occupati è rimasto pressoché stabile, mentre tra i lavoratori più anziani ha continuato a crescere.

Altri fattori potrebbero pesare su questi lavori in ambito informatico, tra cui un generale calo dell’occupazione nelle aziende tecnologiche o le interruzioni nell’istruzione legate alla pandemia. Ma i dati suggeriscono che tali possibilità non possono spiegare appieno l’effetto dell’AI su altri tipi di lavoro. Il numero di addetti al servizio clienti, una categoria che, a differenza dello sviluppo software, generalmente non richiede una laurea, ha seguito un andamento simile.

Gli economisti sono anche riusciti a escludere altri fattori che potrebbero distorcere i dati, come la sensibilità ai tassi di interesse di diverse imprese o il fatto che alcune occupazioni siano più soggette al lavoro da remoto e all’outsourcing.

Le competenze più difficili da automatizzare, che i lavoratori più anziani hanno acquisito nel corso della loro carriera, potrebbero proteggerli dall’impatto dell’AI. Un senior software developer, ad esempio, potrebbe aver imparato a collaborare con persone non tecniche e a fornire il prodotto di cui l’azienda ha bisogno. Queste competenze restano molto apprezzate dai datori di lavoro e potrebbero non essere mai completamente automatizzate.

Potenziare le competenze

Questo solleva un potenziale paradosso nel mercato del lavoro: se l’unico modo per acquisire quelle conoscenze è fare esperienza in attività che l’AI ha in gran parte automatizzato, chi sostituirà gli esperti di oggi quando andranno in pensione? Affrontare la questione potrebbe richiedere di ripensare al modo in cui i giovani lavoratori imparano sul posto di lavoro. «Penso che dovremo formare le persone in maniera più esplicita, invece di sperare semplicemente che riescano a capirlo da sole», ha detto Brynjolfsson.

Sebbene gran parte dell’attenzione sull’AI generativa e sul mercato del lavoro si sia concentrata sui posti che la tecnologia potrebbe sostituire, l’AI potrebbe anche aiutare alcuni lavoratori a svolgere meglio il proprio lavoro. Potrebbe, ad esempio, aiutare i professionisti della sanità a formulare diagnosi accurate più rapidamente.

I giovani lavoratori impiegati in occupazioni in cui i ricercatori hanno rilevato che l’AI potrebbe agire come supporto, piuttosto che come sostituto, hanno in realtà registrato una crescita occupazionale superiore alla media complessiva, secondo gli economisti. Non è stato però sufficiente a compensare la debolezza nei settori in cui l’AI automatizza i compiti svolti dai lavoratori, ma questo alimenta la speranza che possa essere sfruttata per potenziare le competenze dei lavoratori, aiutandoli in definitiva a svolgere meglio il proprio lavoro e migliorando la loro condizione.

«Semplicemente automatizzare i compiti svolti dalle persone può far risparmiare denaro, ma non crea davvero nulla di nuovo», ha affermato Brynjolfsson. Ciò che ha più valore è realizzare cose nuove che ampliano le capacità delle persone, portando a benefici che spingono le imprese ad assumere più persone, anziché meno.

«Sono stato felice di vedere nei dati che, in effetti, questo approccio di aumento delle capacità potrebbe portare benefici alle persone e a una maggiore occupazione», ha detto. (riproduzione riservata)


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

MF+MIFI + The Wall Street Journal


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