Stati Uniti e Canada provano a disinnescare una delle mine commerciali per l'industria automobilistica nordamericana e soprattutto per Stellantis. Washington e Ottawa stanno negoziando una possibile riduzione dei dazi americani sulle auto prodotte in Canada.
Secondo quanto riferisce Reuters citando tre fonti a conoscenza delle trattative, i negoziatori stanno discutendo la possibilità di portare al 15% i dazi sulle vetture canadesi, dopo alcune deduzioni legate al valore delle componenti. Si tratterebbe di una riduzione significativa rispetto all'attuale tariffa del 25% imposta dall'amministrazione di Donald Trump sulle importazioni automobilistiche sulla base della Section 232.
Il nodo principale riguarda però il calcolo delle deduzioni. Washington chiede che dal valore soggetto ai dazi possa essere sottratta soltanto la quota di componenti statunitensi, in linea con la pratica attuale. Ottawa spinge invece perché vengano esclusi tutti i componenti nordamericani, compresi quelli prodotti in Canada e Messico. Secondo alcuni rappresentanti dell'industria, questa seconda soluzione potrebbe far scendere l'aliquota effettiva sui veicoli costruiti in Nord America sotto il 10%.
Un eventuale accordo potrebbe allentare la pressione sull'industria automobilistica canadese, fortemente integrata con quella statunitense. I dazi del 25% hanno alimentato il rischio di fermate produttive negli stabilimenti, in una filiera nella quale componenti e veicoli attraversano più volte il confine.
Tra i gruppi maggiormente esposti c'è Stellantis, che in Canada dispone degli stabilimenti di Windsor e Brampton. Per il gruppo guidato da Antonio Filosa, un alleggerimento delle tariffe potrebbe ridurre uno dei fattori di incertezza che gravano sulle attività nordamericane, proprio mentre il ceo sta cercando di rilanciare le performance negli Stati Uniti.
La partita commerciale va comunque oltre l'automotive. Ottawa sta cercando contemporaneamente di evitare l'entrata in vigore di nuovi dazi statunitensi del 50% su circa 20 miliardi di dollari di prodotti canadesi. Funzionari dei due Paesi si sono incontrati quotidianamente nell'ultima settimana, discutendo anche dei dazi di ritorsione canadesi su auto e acciaio americani e delle controversie sui prodotti lattiero-caseari. La scadenza per trovare un'intesa è oggi.
Il dossier auto è inoltre separato dai negoziati più ampi sul rinnovo dell'accordo commerciale Usmca tra Stati Uniti, Messico e Canada. Ma per l'automotive la posta in gioco è particolarmente elevata, perché il sistema produttivo nordamericano è costruito su una profonda integrazione delle filiere e le tariffe hanno costretto i costruttori a rivedere costi, logistica e strategie industriali.
Per Stellantis il tema dazi si inserisce nella più ampia revisione delle attività nordamericane avviata da Filosa. Un accordo migliorerebbe la visibilità sui costi e sulla produzione e ridurrebbe anche lo svantaggio rispetto ai concorrenti esteri: oggi le auto importate negli Usa da Unione Europea, Giappone e Corea del Sud sono soggette a un dazio del 15%. Un compromesso tra Washington e Ottawa sarebbe un primo importante allentamento della pressione sul gruppo di Filosa. (riproduzione riservata)