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Uno, cinque o dieci Etf? Il numero giusto di strumenti per investire
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Uno, cinque o dieci Etf? Il numero giusto di strumenti per investire

28 luglio 2026, 09:00 Ultimo aggiornamento: 30 luglio 2026, 11:10

Ovviamente non c'è una risposta univoca, ma ci sono alcune regole generali per capire se ci si sta muovendo nella maniera corretta e soprattutto coerente con i propri obiettivi. Vediamo come.

Questo articolo è stato pubblicato su 4 soldi da investire, la newsletter di Marco Capponi per iniziare a investire in modo consapevole. Per riceverla basta iscriversi da qui.


Anche questa settimana prosegue la versione estiva (ridotta) della newsletter, in coincidenza con le mie ferie. Se durante l'estate vi va di recuperarlo (o regalarlo a qualcuno che vuole iniziare a investire), c'è sempre il libro di Quattro soldi da investire. Recensioni e feedback sono più che benvenuti.

Vi siete mai chiesti quale sia il numero ideale di Etf (o azioni, o bond) da avere in portafoglio?

Ovviamente non c'è una risposta univoca, ma ci sono alcune regole generali per capire se ci si sta muovendo nella maniera corretta e soprattutto coerente con i propri obiettivi.

Il numero minimo di Etf è chiaramente uno. Necessario e sufficiente, ad esempio, quando la disponibilità di investimento è molto bassa ma si vuole comunque mettere un piede nei mercati. Il lavoratore al primo impiego con i suoi 100-150 euro al mese potrebbe essere avvantaggiato a sfruttare l'interesse composto al massimo impostando un solo piano di accumulo in un Etf sulle azioni globali:

  • Msci World per i soli mercati sviluppati
  • Msci Acwi o simili per includere anche i mercati emergenti

Il secondo, il terzo e il quarto Etf: liquidità, bond e materie prime

La stessa tipologia di investitore può però, in ottica di investimento per obiettivi, pensare di associare alla parte azionaria un cuscinetto di liquidità per le emergenze. Il Warren Buffett portfolio, ad esempio, è un portafoglio pigro basato su due gambe: 90% di azioni globali (nella sua versione per investitori europei) e 10% di un Etf monetario - comprato in un'unica soluzione o tramite piano di accumulo - per limitare la volatilità e gestire gli eventuali imprevisti.

Man mano che cresce la disponibilità economica e gli obiettivi evolvono, anche il numero di Etf funzionali a realizzarli potrebbe aumentare. Al crescere dell'età, ad esempio, può essere sensato mettere a fianco alla gamba azionaria una obbligazionaria per:

  1. Tenere sotto controllo la volatilità del portafoglio (utilizzando Etf ad accumulazione)
  2. Realizzare eventuali obiettivi di breve-medio periodo (specie se si utilizzano Etf a scadenza o singoli bond)

Attenzione invece all'utilizzo della parte obbligazionaria per il flusso cedolare: un approccio sensato solo in presenza di un'elevata disponibilità di capitale e nell'ambito di una strategia di income investing strutturata, onde evitare il rischio di disperdere per strada l'interesse composto.

Sempre in un'ottica di riduzione della volatilità e decorrelazione del rischio, può avere senso inserire in portafoglio una quota di oro o materie prime diversificate, in una quota variabile tra il 5% e il 20% del portafoglio totale. 

Pertanto, un portafoglio-base (come vedrete anche nella costruzione dei più celebri portafogli pigri) prevede a seconda degli obiettivi, del grado di sofisticazione e della disponibilità di partenza un numero variabile tra uno e quattro-cinque Etf.

Approccio goal-based vs approccio di portafoglio classico

Quando poi l'investitore si inizia a sofisticare un po' può andare ad aggiungere un po' di contorno al nucleo centrale, adottando principalmente due approcci:

  • Goal-based: sempre più diffuso nell'ambito della consulenza finanziaria, questo approccio consiste nell'acquistare strumenti finanziari in funzione degli obiettivi che si vuole raggiungere. A ogni obiettivo viene associato (tendenzialmente) uno strumento, che viene integrato nel portafoglio in coerenza con la sua utilità pratica. Se ad esempio si vuole versare l'acconto di casa o pagare gli studi ai figli tra cinque anni, avrà senso investire in un Btp o un Etf obbligazionario a scadenza. Oppure per avere un po' di ottimizzazione fiscale - anche sul fronte dell'asse ereditario - si può valutare un Etf Pir azionario esentasse se tenuto per almeno cinque anni
  • Approccio di portafoglio classico: questo approccio consiste nel costruire un portafoglio il più possibile organico che tenga conto di: 1) obiettivi (con un'attenzione specifica al lungo periodo); 2) controllo del rischio; 3) opportunità di extra-rendimento (tramite la costruzione di un satellite tattico); 4) adattamento al ciclo di vita (la quota di azioni sarà tendenzialmente decrescente all'aumentare dell'età e viceversa); 5ribilanciamento periodico; 6) decumulo (o eventuali disinvestimenti mirati)

Se l'approccio goal-based ha l'indiscusso vantaggio di essere molto più semplice da capire e attuare (si comprano gli strumenti in funzione dello scopo a cui servono concretamente), l'approccio classico è più flessibile e adattabile all'eventuale cambiamento in corsa degli obiettivi.

Da qui la domanda: quanti Etf servono davvero per i due approcci?

  • Per il goal-based, tanti quanti sono gli obiettivi, sempre senza superare però un limite di sovrabbondanza che è idealmente costituito dai diversi orizzonti temporali (brevissimo, breve, medio, lungo, lunghissimo)
  • Per l'approccio classico, in funzione della disponibilità di capitale, il numero massimo di Etf è quello che combini ampia diversificazione, capacità di generare interesse composto e semplicità nel ribilanciamento. Anche con 100 mila euro a disposizione sarà molto inefficiente investire mille euro in cento Etf. L'ideale è comunque tenersi entro un numero di strumenti ragionevole e facile da gestire: secondo i consulenti, per l'investitore individuale una decina è un numero limite che non dovrebbe tendenzialmente essere oltrepassato

E voi: da quanti Etf è composto il vostro portafoglio? Avete mai pensato di ridurre o aumentare il numero e perché? Fatemelo sapere alla mail mcapponi@class.it (oggetto: NEWSLETTER, tutto maiuscolo) e non preoccupatevi se non riceverete risposta subito. Recupererò tutto al mio ritorno.

Ci sentiamo la prossima settimana!



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