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ANDREA ORCEL AD UNICREDIT
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Unicredit, Orcel cerca consulenti finanziari a provvigione. Obiettivi: reclutare dalle grandi reti e fidelizzare i migliori

25 settembre 2025, 08:00 Ultimo aggiornamento: 09:50

Unicredit torna a puntare sulla distribuzione. Tra gli arrivi di spicco nella divisione wealth management e private banking figurano Sestilli, Paparazzo e Cerone

Unicredit è al lavoro per costruire una struttura di consulenti finanziari a provvigione all’interno della divisione Wealth Management & Private Banking nella quale il gruppo guidato dall’ad Andrea Orcel ha riunito tre linee di business con soglie di ingresso via via crescenti. Dal private banking, passando per il wealth management specializzato sui patrimoni da 5 milioni di euro in su, fino ai servizi Ultra-High Net Worth Families and Family Holdings dedicati a gestire le esigenze più sofisticate come quelle dei family office.

I numeri del private banking e wealth management

La struttura di Wealth Management & Private Banking di Unicredit è la seconda per dimensioni nel mercato della gestione dei grandi patrimoni in Italia dopo Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking: è al servizio di 140 mila clienti, per un totale di oltre 160 miliardi di euro di masse. D’altra parte il risparmio gestito rimane la vera gallina dalle uova d’oro a maggior ragione lo è in questa fase in cui i tassi di interesse sono tornati ai minimi ed è quindi per le banche necessario di nuovo spingere sulla generazione di commissioni per sostenere i bilanci. Lo sa bene Orcel il quale, mentre nel risiko bancario ha trovato ostacoli, procede invece spedito a ricostruire una presenza solida di Unicredit nel risparmio gestito dopo che i vertici degli anni precedenti l’avevano via via smantellata. E questo sviluppo avviene sia sul fronte delle fabbriche prodotto avendo avviato nel 2024 una partnership nei fondi con Azimut, sia ora nella parte di distribuzione.

Perché consulenti a provvigione

La divisione Wealth Management & Private Banking, guidata dal responsabile Renato Miraglia, ha già all’attivo una rete di oltre 810 banker tutti dipendenti in 150 filiali, e ora l’obiettivo è di dotarsi di un network di consulenti finanziari sempre iscritti all’albo con un rapporto non di lavoro dipendente (come avviene di solito nel private banking) ma a provvigione. E questo per aumentare la capacità di attrarre banker di talento e con portafogli importanti dalle grandi reti di consulenza dove sono inquadrati in questo modo (Mediolanum, Azimut, Banca Generali, Allianz Bank e Fineco). Chi ha ha abbracciato la libera professione, difatti, difficilmente si lascia convincere a tornare dipendente. Per ora sono una trentina i consulenti con contratto d’agenzia operativi nella divisione, ma il numero, raccontano alcune fonti, continua a crescere ed è quindi destinato ad aumentare.

Tris di new entry

Tra i nomi di spicco al lavoro sul nuovo progetto c’è quello di Roberto Sestilli, coordinatore nazionale consulenti finanziari. Ex manager di Banca Euromobiliare, la private bank del Credem, dove ha lavorato fino a un anno e mezzo fa, Sestilli in precedenza ha operato per oltre 15 anni nel gruppo Mps di cui sei nella sua banca rete Widiba dove tra il 2019 e il 2020 ha avuto il compito di riorganizzare tutto il processo di attività volte all'acquisizione di figure professionali di elevato standing e alla configurazione della struttura sul territorio dedicata proprio al reclutamento. Da Fineco, dove ha lavorato quasi 23 anni, arriva invece Salvatore Paparazzo, responsabile consulenti finanziari private per Puglia e Basilicata. Proprio Fineco faceva parte fino al 2017 di Unicredit.

Poi l’allora ad Jean Pierre Mustier avviò il processo di dismissione delle attività di gestione del risparmio con la cessione sia di Pioneer, la società di asset management, sia della stessa banca di consulenti finanziari che era entrata nel gruppo nel 2008 con la fusione tra Unicredit e Capitalia. Tra l’altro sempre nel 2008 Fineco fu fusa con Xelion, la rete di consulenti finanziari creata da Unicredit nel 2001 in anni in cui il risparmio gestito tirava molto in Italia e le banche iniziavano a voler distribuire capillarmente i fondi. Infine Unicredit ha reclutato da Intesa Sanpaolo Private Banking il manager che fino a luglio aveva la responsabilità dei consulenti finanziari a provvigione. E’ Mauro Michele Cerone, nominato responsabile executive advisor private Italy. (riproduzione riservata)



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