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Una legge per ZESpro

Milano Finanza - Numero 145 pag. 46 del 25/07/2026

Negozi che chiudono, borghi che si svuotano, comunità che perdono il loro ultimo presidio sociale. Dietro i numeri della desertificazione commerciale si nasconde una sfida cruciale per il futuro dei territori. CF ha intervistato Andrea Painini, vicepresidente Confesercenti Lombardia per analizzare la proposta ZESpro, sostenuta da Anasf, che punta a rilanciare botteghe e servizi di prossimità con fiscalità agevolata e semplificazioni amministrative.

Domanda. Negli ultimi dieci anni hanno chiuso circa 140 mila negozi e 4,5 milioni di italiani vivono in comuni senza un punto vendita alimentare. Quali sono le cause principali di questa desertificazione commerciale?

Risposta. Il fenomeno è il risultato di un cambio di abitudini dei consumatori e di dinamiche demografiche ed economiche che penalizzano, fino a spegnere, il negozio fisico, spegnendo un presidio sociale e di sicurezza per il territorio. La crisi è alimentata in primo luogo dal boom dell'e-commerce, che ha sottratto quote di mercato ai canali tradizionali, a cui si aggiunge la pressione della grande distribuzione e del discount, con cui le botteghe non riescono a competere sui prezzi. Nelle aree interne il quadro è aggravato dallo spopolamento e dall'invecchiamento della popolazione, fenomeni che riducono i clienti e rendono le attività insostenibili. Chi resiste fa poi i conti con l'aumento dei costi fissi, tra tasse e affitti che erodono i margini. Infine, nei centri urbani la turistificazione sostituisce i negozi di servizio con strutture ricettive e ristorazione veloce, espellendo il commercio di prossimità.

D. Il 32% dei turisti si concentra in appena 20 comuni. Come si possono redistribuire i flussi verso borghi e aree interne senza creare nuove forme di overtourism?

R. Per redistribuire i flussi turistici senza generare overtourism occorre puntare sulla qualità e sulla durata del soggiorno, non sul numero dei visitatori. Si parte dalla destagionalizzazione, incentivando un turismo lento legato a cammini e ciclovie, che distribuisce gli arrivi lungo tutto l'anno. Il modello ideale per accogliere i visitatori senza speculazioni immobiliari è l'albergo diffuso, che recupera case storiche abbandonate integrando l'ospite nella comunità. Investire nella banda larga attrae inoltre smart worker e nomadi digitali, trasformando il turista mordi-e-fuggi in un residente temporaneo. Infine, una mobilità sostenibile - treni storici e navette - rende i borghi raggiungibili senza invaderli di auto private.

D. Quale impatto avrebbe la ZESpro sulle imprese locali?

R. L'impatto più immediato della proposta ZESpro deriverebbe dalla fiscalità di vantaggio, che tramite abbattimento di imposte e crediti d'imposta garantisce liquidità immediata alle botteghe contro i costi di gestione. A questo si affiancano gli incentivi sui canoni di locazione, capaci di frenare gli affitti insostenibili con tassazioni agevolate per i proprietari. Altrettanto rapido sarebbe l'effetto della semplificazione amministrativa, che azzera i tempi burocratici e introduce una flessibilità merceologica, utile a trasformare le piccole attività in presidi multiservizio. Infine, il Fondo nazionale agisce come rete di sicurezza, con contributi diretti per superare le crisi temporanee.

D. Per portare la proposta di legge in Parlamento servono 50.000 firme. Perché sostenere questa iniziativa e quale cambiamento concreto potrebbe produrre nei territori?

R. Perché la scomparsa delle attività di vicinato priva i residenti dei servizi essenziali, isolando le fasce fragili come gli anziani e svalutando il patrimonio immobiliare. Per i cittadini significa difendere sicurezza delle strade e coesione sociale; per i commercianti rappresenta un'opportunità di riscatto economico per competere con i colossi del web. Il cambiamento sarebbe profondo: non solo si bloccherebbero le chiusure, ma le vecchie botteghe potrebbero evolversi in hub multiservizio dove fare la spesa, pagare bollettini o accedere a servizi digitali, ripopolando centri storici e periferie urbane. Per questa ragione Confesercenti invita alla firma su firmereferendum.giustizia.it, Id iniziativa 6700009. (riproduzione riservata)



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