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Un viaggio per la vita

Una collezione di 35 spedizioni limited edition celebra il centenario di Turisanda: itinerari di scoperta, che si snodano lungo sei direttrici geografiche, sulle rotte tracciate dai pionieri e dagli esploratori del passato, per spingersi oltre l’ordinario e guardare il mondo con occhi diversi

02/05/2024 12:17

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Un viaggio per la vita

«Non smetteremo mai di esplorare. E alla fine di tutto il nostro andare ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo per la prima volta», scriveva T. S. Eliot ne i Quattro quartetti, suggerendo ciò che i grandi classici della letteratura intuiscono da sempre, ossia che il viaggio intrapreso spesso conta più della meta e che la destinazione non è mai soltanto un luogo, ma un modo nuovo di vedere le cose. Dall’irrequieta esplorazione di Odisseo, archetipo dell’homo viator per eccellenza, alla mitica traversata verso la Colchide degli argonauti, dalle peripezie allegoriche di Gulliver nella satira affilata di Swift all’epos moderno dell’eroe viaggiatore nell’Ulisse di Joyce, il tema apre, in potenza e in semantica, infinite finestre sulle possibilità interpretative del mondo, laddove lo spostamento fisico fra luoghi schiude il senso di una geografia interiore che si arricchisce di significati. Lo diceva Proust, «Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi». E da cent’anni lo ripete Turisanda, il brand di viaggi più longevo del turismo italiano, che in un secolo di storia, compiuto proprio nel 2024, è divenuto sinonimo di esplorazione nel senso più autentico del termine: aprirsi al nuovo, al lontano, al diverso, per lasciarsi trasformare nel profondo.

 

Almeno una volta nella vita

Ecco perché, per celebrare il centenario, Turisanda firma la collezione “Signature | Once in a lifetime”, una raccolta di vere e proprie spedizioni, 35 itinerari “limited edition”, con un’unica data di partenza per ciascuno, che si snodano lungo sei grandi direttrici geografiche, raccogliendo le suggestioni narrative di cinque Ambassador - esploratori, divulgatori scientifici, scrittori e giornalisti - voci autorevoli invitate a raccontare il loro paradigma di viaggio, fisico e metaforico, il loro significato di scoperta, storica, naturalistica, culturale, ma anche interiore, per restituire ricchezza di prospettiva e pieno potenziale all’atto del partire. Ma c’è un ulteriore plus che contraddistingue la collezione ed è la presenza, in aggiunta alle guide locali già previste dagli intinerari, di sei speciali compagni di viaggio, uno per ogni rotta geografica: fotografi, travel blogger, scrittori, storyteller, esperti di avventure on the road, presteranno i loro occhi e la loro sensibilità per raccontare l’esperienza arricchendola di un originale punto di vista. Dalla Lapponia ai Balcani alla penisola arabica, dall’Outback australiano all’India, dalla rotta Transafricana a quella Panamericana, il mondo proposto da Turisanda ha il sapore inatteso dell’unicità.

Merito della qualità dei servizi e delle strutture selezionate per vivere al meglio ogni destinazione; merito dell’assistenza di guide esperte reclutate sulla base della profonda conoscenza dei territori; merito anche di una logistica studiata nei minimi dettagli per ottimizzare l’esperienza in ogni tappa. Merito 'soprattutto' di quello che è oggi il marchio di fabbrica del brand: la chance di vedere oltre la superficie e l’ordinario, di entrare in contatto con il genius loci dei luoghi visitati attraverso esperienze esclusive, autentiche, riservate ai clienti Turisanda: dalle visite private a siti e musei dopo la chiusura al pubblico, al trekking notturno nella giungla, dalle cene nel deserto e agli incontri con personaggi che hanno fatto la storia. Momenti straordinari per tutti e per tutti i gusti. Eccone un assaggio.

A tu per tu con la storia

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L’ostilità verso il presunto terrorista, il trascorrere dei mesi, degli anni, e la scoperta di un’eccezionale umanità, di un’integrità morale fuori dal comune, la diffidenza farsi dapprima rispetto, poi stima, mentre ancora nel Paese riecheggia la retorica della supremazia bianca e della discriminazione razziale. È la storia di una profonda amicizia quella fra Nelson Mandela e la sua guardia carceraria, Christo Brand, scritta nelle pagine buie dell’Apartheid e delle tormentate vicissitudini sudafricane. Ascoltarla nel luogo in cui è nata, Robben Island, durante un incontro privato, dalla bocca del suo stesso protagonista, l’allora secondino, poi accolito del leader Madiba, è il tipo di esperienza che trasforma lo sguardo. Ed è il genere di opportunità che le proposte “Signature | Once in a lifetime” riservano ai partecipanti, in questo caso, dell’itinerario “Da Città del Capo al Kruger” che dal punto più a sud del Continente africano risale fino a Mombasa.

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Altra rotta, altro viaggio, l’incontro con la storia brilla nel rivestimento decorativo in oro e turchese di un capolavoro azero (XV-XVI secolo) come il Mausoleo Gur-Emir, sepolcro del leggendario condottiero mongolo Timur, meglio noto come Tamerlano. Siamo a Samarcanda, Uzbekistan, lungo la rotta che dall’Europa giunge fino in Asia attraversando i Balcani. L’edificio ottagonale del complesso, dominato da una grande cupola blu, esibisce alle pareti pannelli di onice riccamente decorati e sulla parte superiore lastre di marmo che ne riprendono i motivi con girih (piastrelle d’arte islamica) fino al soffitto e raffinati muqarnas dorati agli angoli. Secondo la leggenda, la celebre pietra tombale di giada era legata a una maledizione che avrebbe colpito chiunque avesse osato violarla. L’aneddoto più amato narra che l’antropologo sovietico Mikhail Gerasimov aprì la cripta nel 1941, confermando la presenza della salma di Timur, ma trovando inciso anche un sinistro presagio: “chi apre questo luogo sveglierà un nemico più feroce di me”. Il giorno seguente, il 22 giugno 1941, Hitler attaccò l’Unione Sovietica. Quando la notte avvolgerà il cielo di Samarcanda, il mistero del mausoleo avvolgerà i viaggiatori Turisanda con un’esclusiva visita privata a loro dedicata. 

Il richiamo della natura

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Si staglia qua e là, su una landa desertica abitata da imponenti monoliti di granito, lo strano profilo della Welvitschia Mirabilis, millenaria pianta fossile vivente considerata un miracolo botanico per resilienza in ambienti ostili. In effetti, se non crescesse a pochi chilometri da Swakopmund, nel Namib National Park, si giurerebbe di vederla spuntare fra i crateri e le dune rosse del suolo lunare. Da cui il nome, Valle della Luna, uno spettacolare complesso di canyon scavati nel corso dei millenni dal fiume Swakop. In viaggio da Windhoek verso Caprivi, sostare in quest’angolo della Namibia, cenare e coricarsi in un campo tendato sotto le stelle, mentre i bagliori del crepuscolo giocano a nascondino tra le formazioni rocciose fino a scomparire nei cunicoli erosi dal tempo, non significa “solo” trascorrere la notte nel deserto, ma sospendere l’esperienza del conosciuto per abbracciare uno scenario alieno, un assaggio di paesaggio spaziale in questa porzione terrestre di mondo. Da attraversare in compagnia della coppia di creator e travel blogger @Thetravelization, Sara e Lorenzo, viaggiatori incalliti che racconteranno l’itinerario con foto, video e testi sui loro canali in modalità live posting, per trasferire alle loro community l’emozione di momenti speciali in posti speciali. E per scoprire che - parafrasando Shakespeare - esistono più cose sul nostro pianeta di quante ne sogni l’immaginazione. Nella parte meridionale del Kenya, il Parco dello Tsavo Ovest è una di queste. Un territorio di oltre 9mila km2, pari al 30% circa di tutti i parchi del Paese, nonché uno dei più importanti al mondo per biodiversità e ricchezza di ecosistemi, dalle paludi alle sorgenti naturali, dagli scorci rocciosi alla savana, teatro della terribile e affascinante storia dei famigerati “mangiatori di uomini”, la coppia di leoni, ribattezzati Fantasma e Oscurità, a cui si ispirano film come Spiriti nelle tenebre, che alla fine dell’800 terrorizzarono gli operai impegnati nella costruzione del ponte ferroviario Lunatic Line. Della caccia ai temibili predatori resta la leggenda, tutto il resto è meraviglia. In questo luogo primordiale, la natura africana si racconta, svelando i suoi segreti per mezzo di un tracciatore Masai, una guida esperta che, in occasione di un walking safari previsto nell’itinerarioDalla Rift Valley a Mombasa”, insegnerà a riconoscere e leggere le impronte dei diversi animali e a sfruttare le proprietà curative delle piante.

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Se calarsi nei panni di novelli Darwin è una delle esperienze kenyote, in Lapponia l’avventura esplorativa si fa estrema. «Stava scandagliando le profondità della sua natura e di parti della sua natura ancora più profonde di lui, le stesse che risalivano nel grembo del Tempo. Era dominato dal puro impeto della vita…». Dopo un safari con le renne e l’incontro con gli indigeni Sami di Camp Tamok, il richiamo della foresta riecheggia potente nelle parole di Jack London, guidando una slitta trainata da Husky nel cuore della tundra artica, non lontano da Kilpisjärvi, dove Norvegia, Finlandia e Svezia s’incontrano nel balenare dell’aurora boreale. Fra traversate su navi rompighiaccio, natura incontaminata e immersioni nel gelido mare del Nord, la memoria del leggendario esploratore Knud Rasmussen ispira nuove, avvincenti spedizioni. Anche in questo caso, condivise con due travel blogger d’eccezione, Elisa e Luca di @Miprendoemiportovia, che hanno fatto della loro vita un viaggio senza fine e che accompagneranno [CP6] con il loro storytelling alla scoperta delle tre Lapponie.

A cena con fate e potenti

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Tutte le favole cominciano così, con “C’era una volta…” e, nel corso della loro silenziosa esistenza, milioni di volte lo stesso incipit ha narrato dei camini delle fate in Cappadocia (peri bacalari), formazioni rocciose di origine vulcanica che il tempo e gli agenti atmosferici hanno sagomato in curiosi pinnacoli di tufo, alti fino a dieci metri, dove si diceva vivessero le piccole creature. I primi cristiani e alcuni monaci eremiti scavarono celle al loro interno per sfuggire alle persecuzioni, alimentando i miti e il folklore turco intorno a queste valli. Una delle leggende narra della battaglia combattuta dalle fate contro i giganti delle montagne che minacciavano gli abitanti di Göreme. Un’altra parla di un anziano contadino che, ormai troppo stanco per lavorare, crollò accanto a uno dei camini. In segreto, le fate raccolsero le messi per lui fino al giorno della sua morte. Molti altri racconti prendono vita nell’immaginifica valle, aggiungendo mistero a una morfologia naturale già unica al mondo, che non solo Turisanda propone di visitare ma anche di gustare, riservando una cena da fiaba tra le sue fantasmagoriche formazioni in tufo.
Dalle storie alla storia, il passo è lungo quanto la distanza fra la Turchia e la Georgia, più precisamente fra la Cappadocia e la Tenuta di Tsinandali, in Cachezia, appartenuta per secoli ai principi Chavchavadze e considerata la culla della produzione vinicola del Paese. Qui, dove il vino georgiano è stato per la prima volta imbottigliato e l’enoteca principesca conserva ancora esemplari di Saperavi del 1841 e di altre storiche annate del XIX secolo, si nasconde una piccola gemma: la “Secret Room”, la stanza segreta, dove un’esplosione di candele luminose e un lunghissimo tavolo in legno con vasca incorporata creano un’atmosfera mistica, ideale per riunioni private. Nel tardo Medioevo, i potenti dell’epoca si incontravano fra le sue mura per scrivere la storia delle relazioni politiche e commerciali tra i diversi Paesi; oggi, fra gli echi del passato, accoglie per una cena intima e raffinata i viaggiatori del tour che va da Batumi a Baku attraversando Georgia e Azerbaijan, ospiti di un santuario della tradizione vinicola locale.
L’ennesima chicca, a titolo di esempio, nel paniere di esperienze che la collezione “Signature | Once in a lifetime” propone: perle di gusto, full immersion nella natura, affondi nella storia e nella cultura, per raccontare il viaggio secondo Turisanda. O, per dirla con John Steinbeck, per ribadire che non sono le persone a fare i viaggi, ma i viaggi a fare le persone.

 



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